Tre vincitori ex aequo al concorso per i presepi nelle scuole di Abbiategrasso

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ABBIATEGRASSO – Tutti primi ex aequo: è l’esito del concorso per i presepi delle scuole cittadine ad Abbiategrasso. Come reso noto dall’assessore alle politiche educative e scolastiche, Marina Baietta, la commissione giudicante del concorso ha preso questa decisione dopo aver visionato i manufatti, conformemente ai parametri di valutazione riportati nel documento “Progetti e interventi comunali a sostegno dell’attività didattica-Anno scolastico 2023/2024”.

Di seguito, le preferenze e le motivazioni relative ai presepi premiati.

Istituto “Figlie di Betlem” con “Alla ricerca del tempo perduto” (nella foto in alto): un’idea molto originale la realizzazione artigianale di un pendolo che funge da capanna il cui orologio segna le 23.58 per indicare l’imminente nascita di Gesù. Il tempo dell’avvento viene trascorso insieme ai propri figli per la costruzione di un presepe variopinto che è composto da statuine realizzate con la tecnica delle perline a fusione, ricche di sfumature e particolari minuziosi. È occorso un lungo lavoro di precisione, attenzione e manualità dei bambini che è stato ripagato dall’aver potuto trascorrere del tempo in maniera costruttiva ed educativa con i propri genitori senza l’affanno della quotidianità che spesso penalizza le occasioni preziose di poterlo fare.

Scuola secondaria di primo grado “Cesare Correnti” con “Natività 2023” (nella foto qui sopra): solitamente usiamo dei post-it quando abbiamo messaggi importanti da evidenziare o da ricordarci, li mettiamo in punti dove è più facile vederli per non dimenticare le cose urgenti da fare. Sono proprio dei post-it ad attirare l’attenzione di chi si avvicina ad ammirare questo presepe perché è di questi piccoli e colorati foglietti di carta che sono realizzate le figure della Sacra Famiglia. Ogni biglietto riporta messaggi di pace, amore, speranza, buone azioni commesse, pensieri positivi e propositivi, scritti da tutti gli alunni della scuola, anche in lingue diverse dall’italiano. I ragazzi hanno guardato alla Natività come una rinascita dello spirito, affidando simbolicamente alla funzione tradizionale dei post-it l’urgenza e l’importanza dei sentimenti e dei pensieri dei loro scritti nella prospettiva di potersi immaginare in un futuro migliore e pacifico.

Scuola primaria “Umberto e Margherita di Savoia” con “Il mistero della nascita ci lascia senza parole” (sopra): sulla parete, una figurazione simbolica della frenesia quotidiana, rappresentata in maniera emblematica da frammenti di pagine di libri messi anche sovrapposti l’uno sull’altro, per rendere l’idea della confusione generata dallo smodato e distorto uso quotidiano di parole, spesso mal pronunciate, di dialoghi talvolta interrotti o mai iniziati. Il Natale ci viene in aiuto e ci invita a distaccarci da tutto questo, esortandoci ad attraversare un percorso di ascesa alla ricerca di una spiritualità e di una personale ricerca interiore accompagnati, in questo intimo percorso, da angeli sospesi realizzati con carta di spartiti a tema religioso che ci conducono alla nascita di Gesù con note musicali che si sostituiscono alle parole.

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