MILANO – Oltre centocinquantamila euro in oro, gioielli e contanti, è il bilancio provvisorio di due audaci rapine a mano armata messe a segno tra febbraio e marzo 2024 a Milano e nell’hinterland, il cui denominatore comune era una beffarda messa in scena. I malviventi si presentavano in divisa da agenti della Polizia Locale, simulando addirittura un arresto per guadagnarsi l’ingresso nei locali. L’attività investigativa della Polizia di Stato ha portato all’arresto di otto persone, ritenute i componenti di una banda specializzata in questo tipo di assalti. Le manette sono scattate per sette italiani e un serbo, con accuse pesanti: rapina aggravata, sequestro di persona aggravato, porto abusivo di armi, possesso di segni distintivi delle forze di polizia e ricettazione. Sette indagati si trovano ora in carcere, uno ai domiciliari.
La messinscena in via Lodovico il Moro
Il primo colpo, il 23 febbraio 2024, ha colpito un laboratorio orafo in via Lodovico il Moro, a Milano. La dinamica è stata da manuale del raggiro: tre uomini a volto coperto, vestiti con abiti e gradi della Polizia locale, si sono presentati davanti al titolare inscenando l’arresto di un quarto uomo in borghese, in realtà loro complice. Ottenuta la fiducia e l’accesso al laboratorio, la finzione è crollata. Brandendo una pistola, i finti agenti hanno minacciato il titolare e una dipendente. Le vittime sono state immobilizzate con delle fascette da elettricista, i loro telefoni cellulari sequestrati e infine sono state chiuse a chiave all’interno dei locali. Il bottino in questa circostanza è stato ingente: circa centomila euro tra oro grezzo e lavorato.
Il bis a Bollate
A distanza di meno di un mese, il 21 marzo 2024, il copione si è ripetuto quasi fedelmente ai danni di una gioielleria a Bollate. Stessa modalità d’azione, stesso travestimento e analoga violenza, sebbene il bottino, stimato in quarantacinquemila euro tra contanti e preziosi, sia stato inferiore. Anche in questo caso, le vittime sono state sequestrate, chiuse nel bagno dell’esercizio commerciale, mentre i rapinatori si allontanavano.
Le indagini e gli arresti
L’identificazione e l’arresto degli otto indagati sono il frutto di una meticolosa attività della Squadra Mobile della Questura di Milano. Gli investigatori hanno incrociato le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle zone colpite con l’analisi di tabulati telefonici e intercettazioni, oltre a prolungati servizi di osservazione. L’uso dei segni distintivi delle forze dell’ordine e la violenza fisica esercitata nei confronti delle vittime, sempre chiuse a chiave nei locali dopo la rapina, fanno ritenere agli inquirenti che la banda operasse con un elevato livello di organizzazione e spregiudicatezza. L’indagine prosegue per chiarire eventuali altri colpi commessi con la stessa modus operandi.
