TURBIGO – Un minuto di silenzio per ricordare Charlie Kirk, l’attivista americano ucciso con un colpo di arma da fuoco il 10 settembre alla Utah Valley University durante una delle tappe del suo ciclo di conferenze universitarie. Lo ha chiesto «e fortemente voluto» il sindaco di Turbigo Fabrizio Allevi in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale di lunedì scorso, 13 ottobre. «Dispiace, però, constatare – rileva il primo cittadino turbighese – come al minuto di silenzio il gruppo di opposizione abbia preferito lasciare l’aula» (nella foto).
Per Allevi «Charlie Kirk è stato, ma continuerà ad essere un esempio di coerenza, coraggio e impegno civile. La nostra amministrazione comunale si riconosce in molti dei valori che lui ha promosso con forza e passione: la centralità della famiglia, la libertà religiosa, la dignità della vita, la responsabilità personale e la difesa della verità. Ancora di più, ha sempre dimostrato rispetto verso chi non la pensava come lui. Mai ha scelto la strada dell’odio, mai ha fatto uso della forza, della censura o della violenza verbale. Ha scelto invece la via più difficile ma più nobile, ossia quella della parola. Ecco la volontà chiara e precisa di ricordarlo proprio nella massima assise cittadina, luogo dove si prendono e si discutono le decisioni della nostra comunità. Luogo che è e sempre dovrebbe essere il punto di riferimento della cittadinanza».
Allevi: «Parlano tanto di rispetto, ma poi…»
Sulla scelta dei consiglieri di SìAmo Turbigo-Renata Cerutti Sindaco (che aveva presentato ben cinque interrogazioni, due interpellanze e quattro mozioni) ancora il sindaco commenta: «Ognuno è libero di decidere per sé, sia chiaro, ma permettetemi sinceramente un po’ di amarezza e delusione. Sarebbe stato un gesto di vicinanza a chi ha pagato con la propria vita il solo fatto di aver portato le proprie idee e il proprio pensiero tra la gente, senza mai imporlo, bensì cercando ogni volta di instaurare una libera discussione e un libero dibattito. Dispiace constatare che proprio coloro che, puntualmente, ci parlano di rispetto, solidarietà e libertà, poi quando è il momento di metterle in pratica, preferiscono voltarsi dall’altra parte o come, nel caso specifico, abbandonare il consiglio comunale».
La replica: «Evento strumentalizzato a comando»
Nelle prime ore di oggi, mercoledì 15, poco dopo la pubblicazione di quanto sopra su Malpensa24, è arrivata la replica di SìAmo Turbigo a quanto affermato da Fabrizio Allevi. «Preoccupante questa ulteriore dimostrazione del fatto che chi non si uniforma al vostro pensiero sia da scomunicare – si legge in un posto sul profilo social della consigliera di minoranza Renata Cerutti – Noi rappresentiamo un gruppo civico, siamo persone libere da ogni obbligo di partito, persone che non scodinzolano a comando e non strumentalizzano le miserie altrui. E le mezze verità che siete soliti distribuire a piene mani si evidenziano anche in questa triste circostanza.
«Perché non avete informato i cittadini anche della dichiarazione che abbiamo rilasciato prima di abbandonare l’aula? Ecco quanto è stato detto: “Umanamente parlando siamo oltremodo amareggiati per quanto successo al signor Kirk e possiamo solo immaginare l’angoscia della sua famiglia. Troviamo disdicevole che tale strazio sia stato strumentalizzato per fini politici. Umanamente parlando avremmo voluto un minuto di silenzio per commemorare i ventimila e più bambini di Gaza uccisi da una demenziale azione di guerra e non da un folle seguace, come invece è successo per Kirk».
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