BUSTO ARSIZIO – «Ci avete fatto fare una gran bella figura come città». Il complimento del sindaco Emanuele Antonelli al Magistero dei Bruscitti sintetizza in poche parole il successo del raduno nazionale delle Confraternite enogastronomiche della FICE, che per quattro giorni ha trasformato Busto Arsizio in una meta turistica per 42 delegazioni provenienti da tutta Italia, tra cui diverse anche dal Sud (Calabria in primis, ma anche Puglia e Sicilia). Una vera e propria capitale dell’identità in tavola. Nella quarta giornata, per la chiusura, la suggestiva sfilata dei confratelli “paludati” in centro e l’immancabile pranzo a base di polenta e Bruscitti per 300 persone.
Week-end lungo a Busto Arsizio
«Speriamo che torniate a Busto Arsizio» l’auspicio del Gran Maestro del Magistero Edoardo Toia a chiusura di una “quattro giorni” che proietta la città, e il suo territorio, verso un’inedita prospettiva di turismo enogastronomico. La manifestazione, voluta dal Magistero per celebrare i suoi primi cinquant’anni, ha incassato elogi dai quattro angoli del Bel Paese. «Confermiamo: Busto è grande, ci è piaciuta tanto – la “recensione” dei confratelli del Pampascione salentino – purtroppo ritorniamo a casa, saremmo voluti rimanere un altro po’». Gli fanno eco i rappresentanti della Compagnia dei Tavernieri e dei Vignaioli della Comunità di Torgiano (Umbria): «Siamo stati benissimo». Anche Clelia Le Rose, giovane presidente della Compagnia del Limone di Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza: «È il nostro primo raduno, e siamo stati fortunati a farlo in un contesto così bello e vivo di tradizioni». Dal capocollo di Martina Franca ai Tortelli cremaschi fino alla Frittola calabrese (quella reggina e quella cosentina), a Busto si è ritrovata «una grande famiglia di confratelli», per usare le parole di Cristian Bisato della Confraternita del Folpo di Noventa Padovana.
La sfilata
La domenica è iniziata con la colazione al Museo del Tessile prima della grande sfilata in centro. Confratelli e consorelle delle 42 confraternite presenti al raduno, ciascuno con i suoi mantelli, gonfaloni e “paludamenti”, hanno sfilato dal Museo al santuario di Santa Maria per la Messa celebrata da monsignor Severino Pagani nel cuore del centro storico di Busto Arsizio. Nel tragitto di ritorno, attorno alle 11, la passerella delle Confraternite ha incrociato per le vie della zona pedonale una folla curiosa nel momento clou delle “vasche” della domenica mattina. È mancato solo un accompagnamento musicale. Al termine della sfilata, nella sala conferenze del Tessile è arrivato l’atteso momento dello scambio degli omaggi, con le 42 delegazioni che stavolta hanno sfilato sul palco per presentare le proprie tipicità.
Il passaggio di consegne
Un mosaico che l’assessore alla cultura «e identità» Manuela Maffioli definisce come esempio di «federalismo culturale» ponendo l’accento sull’«unità delle diversità e specificità» che si sono incontrate a Busto Arsizio. «L’identità è un valore da conservare e da difendere, non in chiave passatista ma di coscienza di chi si è per poi andare nel mondo sapendo da dove si arriva». Al termine della tradizionale cerimonia degli scambi, è avvenuto il passaggio di consegne con la Confraternita dei Cenacolari dell’Antica Contea di Ragusa Ibla, che ospiterà il raduno 2026: «Avete alzato l’asticella – il tributo al Magistero del presidente Carmelo Iacono – ci avete fatto venire l’ansia da prestazione».
Si chiude in bellezza

Al termine di un’intensa quattro giorni, non poteva mancare un piatto di Polenta e Bruscitti fumante per salutare le delegazioni. Circa 300 persone in tutto arrivate a Busto Arsizio. Vi vogliamo tutti bene ma siamo contenti che torniate a casa ammette il Gran Maestro Edoardo Toia, provato come tutti i suoi collaboratori del Magistero da uno sforzo organizzativo sfiancante. Con lui sul palco, oltre al presidente FICE Marco Porzio e al vice Maestro Paola Mangione che ha chiamato una ad una le Confraternite ospiti, ha fatto il pieno di complimenti il consigliere Adriano Mancini, vero “ministro degli esteri” del Magistero.
L’Italia delle confraternite enogastronomiche riunita a Busto. Sotto il segno dei Bruscitti
