CARAVATE – “Dopo i riti disfatti”, è questo il titolo della poesia scritta per onorare Mounir Dhayba, l’operaio deceduto negli scorsi giorni dopo due anni di coma a seguito di un infortunio sul lavoro alla Colacem di Caravate. A dedicargliela, la poetessa e scrittrice Yuleisy Cruz Lezcano. «Il componimento nasce come atto di compassione e memoria», spiega. «È una riflessione sul lavoro come gesto sacro, quotidiano, ma anche vulnerabile, dove ogni errore o cedimento diventa destino. Con questi versi ho voluto onorare Mounir e la sua famiglia, ricordando che dietro ogni incidente sul lavoro ci sono un nome, una storia e una luce che meritano di essere pronunciati con rispetto e poesia»
Dopo i riti disfatti
Nell’incauto vivere la morte sul viso appare
come una nuova sembianza, un fidato abbandono,
così chiaro che pare albeggi,
e indurisce solo i bordi esterni della bocca
liberando il peso del sonno sulle ciglia.Era maggio, e la cava tratteneva il respiro,
un sasso smosso dal cuore della terra
ha cercato il suo nome, l’ha trovato nel silenzio.
Il casco si è incrinato come un pensiero stanco,
il cielo è caduto in frantumi dietro le palpebre.Da allora, due anni di sospensione:
una lotta invisibile tra luce e ombra,
tra un filo di vento e la memoria del corpo.
Nessuno potrà dire se di stanchezza sei morto
o se hai creduto in sogno di morire,
arreso alla fatica di far passare il respiro di là,
oltre la bagnata ferita della tua guerra.La ferita sta un po’ più su del cuore,
o più giù, a quegli occhi
che nulla più specchiavano,
mentre la vita ti scivolava accanto,
fingendo quiete.Dopo i riti disfatti resta il nome,
che vibra come pietra lucidata dal tempo,
e nelle mani dei tuoi figli, Mounir,
resta il lavoro interrotto,
il gesto che ancora costruisce,
la voce che chiama la terra per nome.
L’incidente
L’infortunio di Mounir Dhayba era avvenuto durante la cavatura del materiale destinato al cementificio, quando un masso lo aveva colpito alla testa causandogli un grave trauma cranico. L’uomo, apparso fin da subito in condizioni disperate, era stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Circolo di Varese. Dal coma vegetativo, però, non si è più ripreso, e lo scorso mercoledì 29 ottobre – dopo due anni di battaglia – è venuto a mancare, lasciando la moglie e tre figli.
Operaio muore due anni dopo l’infortunio a Caravate, era sempre rimasto in coma
