«Uscire la sera è un problema». Il primo affondo di Busto Rinasce è sulla sicurezza

BUSTO ARSIZIO – «Buia, vuota, poco sicura: i giovani hanno paura a uscire la sera». È la sicurezza, una delle deleghe tolte all’ex assessore Salvatore Loschiavo quando è stato “dimissionato” dalla Giunta Antonelli, il primo tema su cui parte all’attacco il suo nuovo movimento Busto Rinasce. Loschiavo lo fa con le voci dei giovani, che descrivono «una città evitata, non vissuta»: i luoghi percepiti come meno raccomandabili sono le stazioni, piazza Garibaldi, con i portici della Bnl e l’area del McDonald’s, ma anche Borsano e i quartieri e le vie parallele a corso Europa, tra il centro e San Michele, oltre al parco di via Ugo Foscolo.

La parola ai giovani

Busto Rinasce ha ascoltato i giovani per approfondire il tema della sicurezza, al centro del dibattito nazionale: «Studenti, giovani lavoratori, ragazze e ragazzi che si spostano la sera per uscire, rientrare a casa, andare da amici, incontrare la persona con cui stanno. Le loro risposte raccontano una città molto diversa da quella descritta nei comunicati ufficiali». Secondo questo “sondaggio” «non si tratta di episodi isolati, ma di abitudini consolidate: “Cammino guardandomi le spalle”, “Evito alcune strade anche se sarebbero le più brevi”, “Cambio percorso pur di non attraversare il centro”. Il centro, che dovrebbe essere luogo di incontro, la sera viene descritto come vuoto, buio, poco presidiato. Una città spenta, dove la mancanza di persone amplifica la percezione di insicurezza».

I problemi

Una «illuminazione debole, discontinua, insufficiente nei percorsi più frequentati dai giovani» e «la percezione di controlli distanti dalla vita reale» sono gli altri aspetti messi in evidenza. E per Busto Rinasce «non è una richiesta di repressione. È una richiesta di presenza visibile, di prossimità, di normalità». Infatti una delle testimonianze più forti arriva da chi vive in centro: “Uscire la sera non è più un gesto spensierato. È una scelta calcolata“. «C’è chi evita intere aree, chi rinuncia a indossare gioielli anche di bigiotteria, chi accelera il passo, chi rientra prima del previsto – l’analisi di Loschiavo e C. – tutto questo in una città di provincia, non in una grande capitale europea. La sicurezza, per questi giovani, non è solo ciò che accade. È soprattutto ciò che si evita per paura che possa accadere».

L’incontro di Busto Rinasce

E quindi «la domanda che emerge non è solo “chi ha paura?”, ma perché una parte della città non si sente più protetta nei luoghi che vive ogni giorno – la sintesi di Busto Rinasce – la sicurezza non riguarda solo l’ordine pubblico: riguarda illuminazione, presenza, vitalità urbana, ascolto di chi attraversa gli spazi reali. Per questo il tema sarà al centro del primo AMA pubblico gratuito di Busto Rinasce. Venerdì 30 gennaio alle 19.30 nel salone di piazza Manzoni 5. Sarà «un incontro aperto di ascolto: domande libere, testimonianze dirette, nessun copione. Chi vorrà potrà semplicemente ascoltare; chi vorrà parlare potrà portare la propria esperienza. Insieme verrà costruita una mappa condivisa delle aree sicure e non sicure, a partire da ciò che le persone vivono davvero. Perché una città che vuole sentirsi sicura, prima di tutto, deve imparare ad ascoltare».

Loschiavo lancia Busto Rinasce: «Una nuova idea di città. Partendo dall’ascolto»

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