VARESE – Che bell laiv! Davide Bernasconi, in arte Davide Van De Sfroos ha aperto il suo tour al teatro Intred di Varese. E per l’occasione “ha messo giù” una setlist di 20 brani vestiti a festa grazie alla Folkestra che accompagna e dona eleganza ed emozione ai testi del cantautore lagheé.
I pirati de Varees
Van de Sfroos apre il giro nei teatri del 2026 davanti ai “pirati vegnüü de Varees” (applauditissima Yanez), su uno dei palchi che conosce molto bene. «Qui ho provato le canzoni dei dischi e dei miei nuovi tour», dice a una platea sold out, che non delude e che non è rimasta delusa. C’è feeling tra chi canta e chi ascolta: gente di lago, di Akuaduulza, brano con il quale ha chiuso la scaletta prima di tornare sul palco per la chiusura con La Curiera e servire come portata finale “polenta e missultin” con La Balera. La “Pulenta e galéna fregia” l’aveva già servita all’inizio del concerto.
Ma non è solo il dialetto che rinsalda ogni volta il rapporto tra Van de Sfroos e il suo pubblico. È la sua arte, un impasto tra l’idioma local e i sogni global. Sono le parole che portano in quest’angolo di un’Italia, considerato – a torto – minore, pezzi d’America (spesso sognata e a volte vista solo nei film), l’Irlanda (il primo violino della Folkestra lo ricorda ogni volta che si lascia andare in un assolo), con qualche striatura giamaicana (quando cita il profeta del reggae cantando il ritornello di “No woman no cray”) che sfuma in sonorità cubane nel momento in cui deve introdurre Sugamara.
Davide Van de Sfroos è un contrabbandiere di suoni, immagini e storie. E non solo perché nelle sue canzoni narra spesso degli spalloni, delle montagne e dei sentieri percorsi di notte. Non c’è stato Il Cimino questa sera – venerdì 23 gennaio – ma non è mancata la Ninna Nanna del Contrabbandiere che è arrivata dritta al cuore. Come dritta al cuore ha fatto centro la freccia de La figlia del tenente: canzone d’amore impossibile, ma solo di giorno. Brano annunciato dal suono delle tastiere ed esaltato dall’ingresso degli archi della Folkestra. Van de Sfroos è un contrabbandiere anche perché ha portato nella terra dei laghi luoghi impossibili per queste latitudini quasi elvetiche: le paludi e i coccodrilli americani e ha trasformato i personaggi nostrani in cau boi, senza mai tradire il genius loci di queste terre.
E all’Intred di Varese Davide van de Sfroos non ha voluto stupire con effetti speciali. Ha voluto – e l’ha fatto – cantare il suo mondo, che è anche quello di tutti coloro che hanno staccato il biglietto per venire ad ascoltarlo e applaudirlo. Tutti coloro che sono venuti ad ascoltare un mondo che oggi è molto diverso da quello cantato nelle sue canzoni più note, le quali, qualche anno fa erano storie e oggi sembrano favole. Da custodire, da non dimenticare, da ascoltare. Da applaudire.
Il ministro in platea
E per chiudere due chicche. La prima: in platea c’era il ministro Giancarlo Giorgetti con i suoi due fratelli. E abbiamo capito che “ai Giorgetti di Cazzago Brabbia” piace Van de Sfroos. Non in prima fila, non in un posto riservato, ma nel cuore del teatro e per una sera pirati tra i pirati de Varees. La seconda. Proprio in questi giorni Davide Bernasconi ha perso una persona alla quale era molto legato, ovvero Paolo Bono detto “Il Baffo” e proprio a lui, il cantautore lagheé, ha dedicato la serata.

