VARESE – «A Varese ho sempre trovato un’accoglienza eccezionale», dice Roberto Vannacci a 48 ore dal divorzio con Matteo Salvini e la Lega. E poi aggiunge: «Voglio tornare per vedere se davvero è come mi raccontano e leggo. Io credo, invece, che chi mi ha seguito per i valori e gli ideali ci sarà ancora».
Onorevole Roberto Vannacci, come sta a distanza di 48 ore dal divorzio con Matteo Salvini?
«Benissimo. Anzi, sotto certi aspetti direi ancor meglio. In questi mesi ho fatto un percorso insieme a persone alle quali ero molto legato. Se devo essere sincero, non mi aspettavo una reazione così vigorosa».
Lei la chiama “reazione vigorosa”, in realtà a Varese e in Lega a Varese non si trova un vannacciano nemmeno a pagarlo a peso d’oro, lo sa?
«Questo è un problema degli italiani. Io posso dire che a Varese e in provincia di Varese ho sempre trovato un’accoglienza eccezionale. Sono convinto che chi ha sempre seguito i miei valori e le mie idee c’è ancora. Anche a Varese».
E qualora dovesse rimanere deluso e non ritrovare quell’entusiasmo?
«Guardi, io non sono un politico e provengo da un background differente. E forse per questo c’è chi ha reagito in maniera scomposta al mio modo di agire, che non è il modo di agire tipico del politico. Detto questo, a me interessa proseguire per la mia strada. Se qualcuno la ritiene per sé la strada giusta, e la vuole seguire, bene. Altrimenti, finita questa esperienza, torno a dedicarmi alla mia famiglia, ai miei figli e ai miei hobby: ne ho tanti, glielo assicuro».
In Lega è stato trattato come un traditore. Appena ha lasciato Matteo Salvini in tanti hanno girato le spalle e non solo…
«Nei miei confronti sono state dette cose grottesche e ingrate. I 563 mila voti hanno garantito due seggi in più, oltre al mio, alla Lega, quindi anche il Carroccio dovrebbe essere grato nei miei confronti. Senza parlare dei colleghi che seggono al Parlamento europeo grazie alla mia rinuncia nelle circoscrizioni Centrale, Meridionale e Nord Est. Nonostante questo li ho visti molto “attivi” nei miei confronti sulle loro pagine social».
C’è anche chi l’ha definita un traditore perché è rimasto più lungo di quanto ci si aspettava in Lega. Ci riferiamo a Stefania Bardelli, ovvero colei che qui sul territorio più di tutti si è spesa per il vannaccismo. Si può dire che, a posteriori, aveva ragione?
«Stefania ha sicuramente lavorato bene. Poi ha preso altre decisioni. Io non le voglio commentare, ma secondo me erano basate su convinzioni sbagliate. Ha fatto la sua scelta e su questo non dirò altro».
Dopo l’addio sono in tanti a dire che Futuro Nazionale, il suo partito, non avrà futuro. Lei cosa risponde?
«Vedremo. C’è un sondaggio di You Trend che dà Futuro Nazionale, un partito che ancora non esiste, al 4,2%. Dico che, per essere un soggetto politico che ancora non c’è, questa percentuale è un buon punto di partenza».
Futuro Nazionale porterà via più voti alla Lega o a Fratelli d’Italia?
«Io non mi auguro di portare via voti al centrodestra. Io voglio attirare il voto di coloro che non vanno alle urne. Gli astenuti sono il 52% del corpo elettorale: questo significa che più della metà dei votanti ritiene che l’offerta politica di oggi non li rappresenti. Quindi un partito come il mio, che crede in una destra forte, intensa, vera, orgogliosa, fiera, potrebbe attirare l’attenzione proprio di queste persone».
Un’ultima domanda. Ora nascerà anche il gruppo parlamentare di Futuro Nazionale?
«Non lo so, non dipende da me. Dipenderà dalle circostanze e se ci saranno o meno meno dei parlamentari che vorranno seguirmi da questo punto di vista».
