VARESE – Aggredito e picchiato fuori dall’abitazione di un conoscente. Forse per debiti di droga. Le certezze sono nella prognosi di venti giorni per le ferite riportate a un braccio e ad una spalla, e nella sentenza di condanna a un anno e tre mesi per lesioni, pronunciata ieri – martedì 10 giugno – dal Tribunale di Varese nei confronti di uno degli aggressori: un cittadino albanese che all’epoca dei fatti, avvenuti nel 2019 in una zona residenziale della città giardino, avrebbe agito contro un connazionale di 53 anni e insieme al fratello non ancora 18enne, e per questo finito a processo davanti al Tribunale dei minorenni.
Vicenda poco chiara
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna ben più pesante: 8 anni di reclusione per le lesioni, ma anche per minacce e rapina (per queste due accuse l’imputato è stato assolto), dopo aver sottolineato l’impossibilità di risalire all’origine della vicenda, nonostante le indagini e le testimonianze raccolte a processo.
In ospedale dopo le mazzate
L’agguato sarebbe avvenuto fuori da un residence, con gli aggressori armati di mazze da baseball, poi sparite nel nulla insieme all’auto usata dai fratelli e allo zaino sottratto alla vittima e contenente documenti e due cellulari. Le mazzate avrebbero raggiunto anche l’auto della vittima, con la conseguente rottura di un vetro. Il 53enne, subito dopo l’aggressione, fu portato in ospedale dalla compagna.
