Varese raccontata da alternative rock e shoegaze: il disco di Giacomo Trani

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AZZATE – «Ho composto “Somewhere in the Lakes County” pensando a Varese, alla provincia richiamata dal titolo della compilation “Ghost Town – 13 Songs From The Lakes County” – che nei primi anni Duemila segnò la nascita dell’etichetta Ghost Records». Come ha spiegato Giacomo Trani, polistrumentista di Azzate, nel suo album d’ esordio uscito lo scorso settembre – un concept «per argomento, ma non per storia» – ha dedicato esplicitamente alcune tracce al territorio: «Si tratta della prima e delle ultime due, in cui parlo del Sacro Monte, le altre sono invece più incentrate sulle mie esperienze personali».

Un posto dove non passi nè capiti per caso

«Ho composto un sound particolare, ispirato soprattutto allo shoegaze e ai pezzi degli Slint. Mi interessa lavorare sui suoni, è importante per identificare nei pezzi un luogo dove, citando una vecchia intervista ai Downlouders, “non passi né capiti per caso. A Varese ci vai solo se ci vuoi andare”», ha spiegato “Jack”, diciotto anni il prossimo agosto. Tra i brani autografi compare anche una cover, “New land” dei Red Temple Spirits, «una band che è rimasta perlopiù sconosciuta, ma la traccia mi piaceva particolarmente. Il motivo è che ha un sound che si inserisce bene nel resto del discorso. Il testo non è chiarissimo, si può però considerare una sorta di viaggio per scappare da condizioni avverse».

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I Birdfish, Louisville e Chicago

«Ho iniziato imparando la batteria alle elementari – ha raccontato lo studente, al quarto anno del liceo Keynes di Gazzada, indirizzo elettronica e automazione – dove, per un anno, ho avuto come insegnante Oscar Trabucchi dei Rondò Veneziano. Ho anche ereditato diversi ascolti di alternative rock da mio padre Giuseppe, per poi avvicinarmi, alle scuole medie, a una musica più heavy – Slipknot, System of a Down e nu metal – grazie al mio amico Fabio Mostarda. E formando con un compagno, Giovanni Beccegato, la mia prima band: i Birdfish. I primi anni della scuola superiore mi sono invece dedicato più alla scrittura dei pezzi, per poi spostarmi su altri generi: all’inizio post-punk, quindi shoegaze e post-rock, con particolare attenzione alle scene di Louisville e Chicago».

La band e il surf della Home Spot

“Somewhere in the Lakes County” è stato scritto con l’aiuto e il supporto fondamentale di Fabio – ha sottolineato Jack – ma registrato in autonomia. Ora sto mettendo su una band per portare l’album in giro, perciò la prospettiva per il futuro è più in una direzione collettiva che solista». Quanto ai prossimi progetti, «in questo non si parla di surf ma è uno sport che ha una grande influenza su di me, perciò prossimamente proporrò di sicuro su disco qualcosa in tema. Lo pratico dal 2016: andavo in vacanza a Sperlonga, cittadina in provincia di Latina, e quell’anno tre surfisti fondarono lì la loro scuola, la Home Spot. È una passione che mi porto dietro da allora».

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