VARESE -«Le mie interrogazioni erano pertinenti e sono state arbitrariamente bocciate dal sindaco. Per questo chiedo per ognuna di esse la censura del primo cittadino». Questa la richiesta inviata da Stefano Angei al presidente del consiglio comunale di Palazzo Estense Alberto Coen Porisini.
Ferri corti
Non si placano le scintille tra maggioranza e opposizioni. Ed è la Lega, in particolare, a non lasciare cadere nulla e ad attaccare a testa bassa. Dopo le tensioni nelle ultime commissioni, che tra l’altro vengono citate nel documento del vice capogruppo del Carroccio, Angei chiedi di censurare il sindaco Galimberti, non una ma dici volte. Una censura per ciascuna delle interrogazioni cassate che portano la sua firma.
Il testo delle 10 interrogazioni regolarmente depositate risulta essere assolutamente aderente con quanto prescritto. Non vi è inoltre, norma regolamentare o statutaria di codesto ente che attribuisca la potestà sindacabile al soggetto destinatario dell’interrogazione, sia esso il Sindaco o un Assessore, che possa consentire a questo ultimo una propria autonoma valutazione concernente la potestà di determinare la natura o meno di un’interrogazione, la sua ammissibilità o inammissibilità o la sua aderenza o meno a quanto prescritto dalla norma regolamentare precedentemente citata. Rilevato che il riscontrante non si limita, eventualmente, a dichiarare una sua incompetenza relativamente a quanto a lui richiesto, ma si addentra, invece, in una valutazione di merito.
Democrazia a rischio
Angei poi sottolinea che «l’atteggiamento assunto dal sindaco e da alcuni esponenti della maggioranza, sta nei fatti limitando il libero esercizio dei diritti, delle funzioni e dei compiti attribuiti ai consiglieri comunali, in un clima di costante conflitto, non politico, bensì istituzionale».
E infine chiede al presidente del consiglio Coen Porisini «di formalizzare, per ogni interrogazione in questione, la Censura nei confronti del Sindaco Davide Galimberti in relazione a quanto riscontrato dallo scrivente e allegato alla presente. Nonché di adottare tutti gli atti necessari affinché possa essere ristabilito, all’interno del Consiglio Comunale di Varese, un clima di concreta possibilità di lavoro e di tutelare i diritti dei consiglieri comunali di minoranza, sempre esercitati in favore della totalità dei cittadini varesini».
