Varese, le rubano il bancomat e poi la truffano: spariti 9 mila euro in poche ore

VARESE – Prima le rubano bancomat e carta di credito al supermercato e usano le carte per prelevare e fare spese. Poi, con un raggiro, le fanno autorizzare bonifici per 4 mila euro. E il conto del furto con truffa per Tina (la vittima ha chiesto di poter mettere solo il nome di battesimo ndr) è davvero salato: in meno di 24 ore dal suo conto sono spariti ben 9 mila euro.

Il silenzio non serve

Furto e truffa hanno come vittima una cittadina di Varese, la quale ha deciso di rompere il silenzio e di raccontare la sua disavventura affinché possa servire ad evitare altri raggiri.

Il tutto è accaduto qualche giorno fa ed è partito dal furto. «Ero al supermercato – racconta Tina – ed è stato lì che qualcuno ha messo le mani nella mia borsa e mi ha rubato il borsellino con dentro bancomat e carta di credito». I ladri a quel punto sono riusciti nel giro di poche ore a prelevare (con 3 operazioni allo sportello nel giro di qualche ora) quasi 2 mila euro e a effettuare spese (da Varese si sono spostati a Gavirate) per 2 mila e 500 euro nei negozi del centro commerciale.

Il bonifico da falso diventa vero

«Appena mi sono accorta del furto – racconta Tina – sono subito tornata al supermercato poiché pensavo di aver dimenticato il borsellino e speravo di ritrovarlo. Mossa che ha dato vantaggio ai ladri. I quali invece non hanno perso tempo. Una volta capito che non di smarrimento, bensì di furto si trattava ho subito bloccato tutte le carte. Purtroppo però un po’ di soldi sono riusciti a sottrarmeli». Ma non è certo finita lì. Poiché i malviventi da ladri sono diventati truffatori.

«Il giorno dopo – continua Tina – mi arriva un messaggio della mia banca. O meglio un sms in tutto per tutto identico a quelli che mi notifica di solito la mia banca, nel quale vengo avvertita di un bonifico da 1.500 euro in uscita. Con anche il suggerimento, qualora non fossi stata io a effettuare il bonifico, di chiamare il numero indicato per bloccare la transazione. E così ho fatto. Ho fatto partire la telefonata e sul monitor mi è apparso come identificativo del numero che stavo chiamando il nome “Unicredit”, proprio il mio istituto bancario. A quel punto ho dato totale fiducia alla voce dell’uomo che mi ha risposto presentandosi come un addetto dell’ufficio anti truffe di Unicredit e ho eseguito tutti i passaggi che mi ha suggerito per bloccare il bonifico. Anzi, il finto funzionario mi ha fatto notare che avevo anche una seconda transazione in uscite di circa 3 mila e 400 euro. E ho dato disposizioni di bloccare entrambe. Così credevo. In realtà, a mia insaputa, ho dato il consenso al doppio prelievo».

Una brutta storia

Insomma una brutta storia, l’ennesima di gente senza scrupoli che, in maniera losca, si fa beffe e ruba soldi sfruttando la buonafede della gente. E la conclusione di Tina è amara: «Vi lascio immaginare da un lato la rabbia che ho provato nel perdere così 9 mila euro in questo modo e dall’altro la brutta sensazioni di chi rimane raggirato. Oltre al fatto che mi sono sentita beffata anche dalla mia banca. Pochi giorni dopo aver subito il raggiro, infatti, mi è arrivato un sms, questa volta vero, in cui mi mettevano in guardia su questo tipo di truffe».

E ora? Tina non è certo una donna che si ferma davanti al primo ostacolo: «Credo che almeno una parte di quanto mi è stato sottratto mi debba essere in qualche modo restituito dalla banca. Ma per questo ci penserà il mio avvocato».

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