Varese, Bonoldi: «Una scuola di agricoltura nell’ex stazione del tram Bettole»

L’ex stazione del tram Bettole e (nel riquadro) Guido Bonoldi

VARESE – «Recuperare e destinare a scopi sociali l’ex stazione del tram delle Bettole». E’ quanto chiede il consigliere comunale di Lavoriamo per Varese Guido Bonoldi con una mozione depositata nei giorni scorsi. L’obiettivo della richiesta di Bonoldi si inserisce nel più ampio discorso urbanistico e nell’alveo della rigenerazione degli edifici urbani.

In linea con i pilastri del nuovo pgt

L’ex stazione del tram, non più utilizzata come tal dal lontano 1955, è un immobile di proprietà del Demanio che potrebbe trovare una nuova destinazione alternativa all’abbandono.

In linea con quanto previsto dal legislatore che «ha dato risalto, attraverso vari strumenti – dai bandi per la rigenerazione delle periferie al recente social bonus per citare alcuni esempi – alla necessità di coniugare qualità del costruito con inclusione sociale e benessere della comunità attraverso lo svolgimento di numerose attività di interesse generale, includendo in esse l’agricoltura sociale, il recupero e la trasformazione delle eccedenze, l’inclusione lavorativa, l’educazione e la formazione a partire dalle persone maggiormente svantaggiate», si potrebbe procedere al recupero dell’ex stazione delle Bettole.

La rigenerazione urbana, sociale ed ambientale – continua Bonoldi nel testo della mozione – «costituiscono un fattore decisivo per migliorare la qualità dell’abitare nella nostra città, che rappresenta, come enunciato dal Documento di Piano Varese e le 5 città “un tema cardine con il quale il nuovo
PGT dovrà necessariamente misurarsi».

Da stazione del tram a spazio sociale

Bonoldi poi richiama le varie proposte di riutilizzo del bene, «come ad esempio quelle contenute in uno studio sperimentale realizzato nel 2017-18 da studenti del Politecnico di Milano e presentato poi all’interno di una mostra allestita in Sala Veratti, o come la richiesta avanzata all’Agenzia del Demanio di Regione Lombardia dal Centro Gulliver nell’ottobre 2020, e recentemente ripresentata, per la concessione in uso o per qualche altra forma di acquisizione del bene al fine di destinarlo alla coltivazione di prodotti agricoli secondo il metodo biologico e a laboratorio di trasformazione dei medesimi prodotti, oltre che a scuola di agricoltura e di cucina povera».

Infine il consigliere varesino invita l’amministrazione a «sollecitare l’Agenzia del Demanio affinché in tempi brevi ponga in essere le necessarie condizioni affinché il bene possa essere rigenerato ed utilizzato per scopi di carattere sociale, attraverso una procedura di messa all’asta oppure attraverso altre modalità come comodato d’uso o concessione del diritto di superficie a lungo termine».

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