VARESE – “Pronto, sono Gerry Cardinale. Posso comprare l’area di MalpensaFiere per costruire la nuova arena della Pallacanestro Varese per la NBA Europe?”. Dev’essere andata più o meno così la telefonata fatta da RedBird a Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese. Perché a contattare l’ente camerale (proprietario del vasto lotto di terreno e del Centro Congressi di Ville Ponti) non sarebbe stata la società biancorossa, ma direttamente il fondo americano. Interessato a costruire a Busto Arsizio la nuova arena da 15.000 posti. Nel frattempo prosegue la missione di Luis Scola, che nei prossimi giorni volerà negli Stati Uniti per parlare direttamente con i vertici della NBA, dando ulteriori garanzie per un ingresso di Pallacanestro Varese in NBA Europe. E, nel domino dei terreni, rientra in ballo l’area San Francesco di San Donato Milanese nel caso saltasse la vendita di San Siro a Milan e Inter. Ipotesi sul tavolo dopo le inchieste giudiziarie.
MalpensaFiere e la nuova arena della Pallacanestro Varese
A muoversi, in maniera molto concreta, per chiedere informazioni sull’area di MalpensaFiere sarebbe stato direttamente RedBird. Non Pallacanestro Varese, pure informata della telefonata a Mauro Vitiello. L’ente camerale varesino ha peraltro ottimi e costanti contatti con il club biancorosso, considerato (a ragione) un brand strategico del territorio sul mercato mondiale. Ecco perché la risposta di Camera di Commercio sarebbe stata di grande disponibilità e avrebbe trasferito immediatamente l’interessamento al comune di Busto Arsizio. Secondo fonti istituzionali anche da Palazzo Gilardoni sarebbe arrivato un feedback più che positivo. Come a dire, se sono rose fioriranno. O meglio, se NBA sarà, noi ci siamo. D’altronde costruire un’arena da 15.000 posti sul territorio di MalpensaFiere farebbe tutti contenti, per svariati motivi: Camera di Commercio, comune di Busto Arsizio, Pallacanestro Varese e RedBird. Meno, magari, i milanesi e la NBA (che punta diretta al capoluogo meneghino), ma ci sarebbero margini di manovra per convergere ugualmente su Busto Arsizio.
L’intrigo milanese su San Siro
Il domino di terreni per gli impianti sportivi ha una grande incognita: San Siro. La vendita dello stadio a Milan e Inter potrebbe essere rallentata dall’inchiesta giudiziaria che sta interessando Palazzo Marino. E, attenzione, emerge una clausola di salvaguardia, fatta appositamente inserire dai due club nel rogito per la vendita del Giuseppe Meazza. Cos’è questo “scudo legale”? E’ la possibilità di recedere dal contratto in caso di processo penale durante i primi nove mesi dalla stipula, con un effetto a tal punto impattante da bloccarne i lavori. Come a dire che l’inchiesta potrebbe far saltare tutto.
La posizione di Milan e Inter
Prima dell’operazione-San Siro, il Milan aveva acquistato 650.000 metri quadrati di terreni a San Donato Milanese per ospitare il suo nuovo stadio. Una compravendita da più di 40 milioni di euro. Che potrebbe tornare d’attualità nel caso le due società facessero valere la clausola di salvaguardia sul Giuseppe Meazza. Più delicata la situazione dell’Inter, che ha fatto scadere il diritto di prelazione su un terreno a Rozzano. E sarebbe così senza un “piano B”.
Soci nel calcio, derby nel basket
Milan e Inter sono “soci” nel calcio per l’operazione congiunta su San Siro. Rischiano invece di diventare rivali nel basket. Oaktree (proprietaria dell’Inter) può acquisire una quota dell’Olimpia Milano e diventare socia di minoranza di Leo Dell’Orco (consigliere delegato di Giorgio Armani spa). RedBird (Milan) affiancherebbe invece Luis Scola nella partnership per la Pallacanestro Varese. Un derby nel basket, in un fazzoletto di chilometri. Come New York Knicks e Brooklyn Nets.
E MalpensaFiere?
MalpensaFiere potrebbe dunque rientrare nel complesso risiko dei terreni a destinazione sportiva. Il Piano di Governo del Territorio di Busto Arsizio prevede la possibilità di espansione per ulteriori 40mila metri quadrati di superficie coperta, in aggiunta ai 20mila attualmente occupati dal polo fieristico (su un’area di 75mila metri quadrati). RedBird può così fare bingo, svincolandosi dalle inchieste giudiziarie su San Siro: il Milan a San Donato, la NBA a Busto Arsizio.
Come andrà a finire?
“Milan e Inter andranno avanti su San Siro. Salvo disastri giudiziari nuovi e più pesanti. Al momento impronosticabili”. Questi i rumors raccolti a Milano tra i consiglieri comunali d’opposizione. Perché il Milan (tra i suoi consulenti c’è anche il varesino Beppe Bonomi) non ha ancora esercitato la clausola di salvaguardia uscendo dalla vendita di San Siro? “Perché San Siro, in coabitazione con l’Inter, costa la metà a RedBird ed è un asset più appetibile rispetto a San Donato. Il Meazza è nel centro di Milano. E a Gerry Cardinale non conviene pagarsi per intero la costruzione dello stadio a San Donato. I due club andranno avanti su San Siro. A meno che emerga un’inchiesta molto più pesante e che coinvolga i vertici dei club e di Palazzo Marino”. Questi gli spifferi raccolti negli ambienti del centrodestra milanese. Insomma, sulle tre aree disponibili (San Donato, San Siro e MalpensaFiere) alla fine RedBird potrebbe tenerne due. E non è detto che a saltare sia Busto Arsizio.
Ipotesi NBA Europe a MalpensaFiere: Varese chiama, Busto risponde?
