LONATE POZZOLO – «Basta etichettare i varesotti come drogati». È netta la presa di posizione di Francesco Carbone, presidente del circolo di Fratelli d’Italia a Lonate Pozzolo, dopo la diffusione dei dati sul consumo di cocaina nella provincia di Varese emersi da uno studio commissionato da Alfa all’Istituto Mario Negri di Milano.
Dati e consumo
Anche stavolta i risultati dell’indagine hanno fatto molto discutere, evidenziando un consumo di cocaina nel Varesotto superiore alla media nazionale e persino a quello della stessa Milano. Una lettura che Carbone contesta apertamente, pur ribadendo una condanna senza appello verso l’uso di sostanze stupefacenti.
«Il problema della droga esiste, è reale ed è gravissimo – afferma –. Da uomo di destra sono sempre stato contrario a qualsiasi forma di droga e continuerò a esserlo con assoluta fermezza. Ma proprio perché il tema è estremamente serio, occorre responsabilità nel modo in cui vengono raccontati questi dati».
La presenza di Malpensa
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il nodo centrale riguarda infatti l’interpretazione dei risultati emersi dalle analisi effettuate sui reflui fognari. CarboDne ricorda di aver già sollevato il tema lo scorso anno, quando erano disponibili soltanto i dati del depuratore di Sant’Antonino, impianto collegato direttamente al sistema fognario di Malpensa. «Nel 2025 Malpensa ha registrato oltre 31 milioni di passeggeri – sottolinea –. Oggi quei dati vengono addirittura accostati a quelli di Milano e proprio per questo sento ancora di più il dovere di tornare sull’argomento, perché c’è una differenza sostanziale».
Etichette superficiali
Per Carbone, infatti, lo studio fotografa il luogo in cui il metabolita della sostanza viene espulso, ma non necessariamente quello in cui la droga viene assunta. «Il nostro territorio vive ogni giorno enormi flussi di pendolari, lavoratori, viaggiatori e attività legate all’aeroporto internazionale», spiega. Da qui l’invito a evitare generalizzazioni che, secondo il presidente del circolo meloniano di Lonate Pozzolo, rischiano di danneggiare l’immagine del territorio. «Sì alla lotta durissima contro droga e spaccio, sì alla prevenzione, alla sicurezza e alla tutela dei giovani – conclude – ma no a etichette superficiali che rischiano soltanto di colpire l’immagine della provincia di Varese e dei suoi splendidi cittadini».
Troppa cocaina e antibiotici nelle acque delle provincia di Varese
