VARESE – Era l’agosto del 2018 quando tre detenuti nel carcere dei Miogni di Varese diedero vita per ragioni mai chiarite ad una violenta protesta. Oggi, mercoledì 5 marzo, il giudice del tribunale di piazza Cacciatori delle Alpi Rossana Basile in composizione monocratica per quei fatti li ha condannati a pene comprese tra i sei e i sette mesi.
I danni li paga lo Stato
I tre, secondo l’accusa, in quel frangente lanciarono di tutto contro gli agenti della polizia penitenziaria, arrivando ad aprire gli idranti all’interno della casa circondariale con conseguente allagamento e cortocircuito dei quadri elettrici. Una situazione potenzialmente esplosiva che ha causato danni per migliaia di euro. Danni pagati dallo Stato italiano in quanto i tre, di origini nordafricane, sono stati nel frattempo espulsi.
Gli agenti minacciati di morte
Non paghi del caos generato i tre avrebbero minacciato di morte gli agenti della Penitenziaria, uno dei loro avrebbe dato in escandescenza rendendo molto difficile il suo contenimento. Quest’ultimo, accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale oltre che di danneggiamento, è stato condannato a sette mesi. Condanna a sei mesi per gli altri due per il solo danneggiamento.
