Varese, due sindaci e una pizza margherita

varese sindaci marsico cattaneo
Raffaele Cattaneo e Luca Marsico

L’atteggiamento più singolare e, se si vuole, spiazzante nella gara nel centrodestra di Varese per la scelta del futuro candidato sindaco è quello di Mimmo Esposito, ristoratore che, tra una margherita e una quattro stagioni da servire ai tavoli, fa incetta di voti alle elezioni. Ne raccoglie a centinaia che, tra un anno alle urne, intende riversare a favore del suo “mitico campione”: Luca Marsico. Mimmo è partito lungo, sono mesi che mena il torrone sui social e non solo a favore dell’avvocato varesino. Al punto da minacciare di chiamarsi fuori dalla disfida elettorale se la coalizione non darà via libera alla candidatura di Marsico.

Vista così, alla luce del patrimonio di consensi di cui dispone (disporrebbe) Esposito, sembra quasi una sorta di ricattino: voi non mi date retta, io porto via il pallone. Dinamiche di un modo di fare che può anche piacere a qualche cultore della nuova politica sfacciata , che però non fa benissimo al potenziale candidato: rischia di bruciarsi. Benché Marsico sia professionista serio, amministratore con esperienza acquisita, l’uomo giusto al posto giusto. Se non fosse che i partiti (a cominciare dalla Lega: leggere la cronaca di Andrea Della Bella del congresso cittadino) non sono poi così convinti di spendersi sic et simpliciter per lui. Non per le sue indiscutibili competenze, quanto per la mancanza di una vera appartenenza politica: Marsico era di Forza Italia (lato Agorà), oggi lo spinge, oltre al ristoratore di cui sopra, nientemeno che Attilio Fontana, lo sostiene Lombardia Ideale; al momento lui non ha ancora dichiarato una scelta di campo. Chi si intesterebbe la sua candidatura?

Cosa tutt’altro che indolore: dalle determinazioni varesine discendono quelle di Busto Arsizio e Gallarate, le altre due importanti città chiamate alle urne. E’ una questione di equilibri politici provinciali, di distribuzione del potere nel territorio, di visibilità partitica al di là di sondaggi e inquietanti presenze di marchio vannacciano. Mica robetta da servire senza una preventiva, opportuna rosolatura al forno delle segreterie. Tanto più che, sotto il Bernascone, fa capolino un altro personaggio di primo piano: Raffaele Cattaneo, leader dell’area moderata, di derivazione democristiana-ciellina, autorevole uomo di apparato, di ampie capacità che a Palazzo Estense, lasciate le incombenze in Regione (è sottosegretario nella attuale giunta), troverebbe comoda la poltrona di sindaco.

Cattaneo è uno che la sa lunga. Non l’abbiamo ancora sentito autocandidarsi, come Marsico, o come qualcun altro che, ben consapevole di non avere chance, ha già velleitariamente ipotecato la fascia tricolore del primo cittadino. D’accordo, la sua squadra, obbligata dalle circostanze ad intervenire, ha  toccato la questione, ma senza fare caciara: in certe situazioni, più urli, meno ti sentono.

La sfida vera, se sfida dovrà essere, è a due: Cattaneo vs. Marsico o viceversa. Da qui non si scappa, almeno per ora. Perché nessuno può dire che cosa riserveranno i partiti, se dal loro cilindro uscirà qualche sorpresa, al momento nemmeno alle viste. O, se già esiste, tenuta saggiamente sotto copertura. Poi, come ha avuto modo di dire proprio Fontana, non bisogna perdere tempo: il 2027 è già qui. Con i suoi appuntamenti elettorali, dalle amministrative alle politiche. Dentro le quali, le pizze (vero Mimmo?) andranno servite cotte al punto giusto, mai scotte o, peggio, bruciate. Alla fine, il conto lo pagheranno sempre i cittadini.

varese sindaci marsico cattaneo – MALPENSA24
Visited 5.580 times, 1 visit(s) today