VARESE – «“Pregiudicato”, consistendo in effetti in una storia che parla di libertà e imbrogli e impicci, si presta a essere di mano in mano attualizzata». Come ha però sottolineato Alessandro Sallusti, che lunedì 2 marzo sarà alle 20.45 all’incontro di Lombardia Ideale a Varese, dove a fine gennaio ha debuttato con lo spettacolo che sabato 7 porterà alle 20.30 al Teatro Condominio di Gallarate, «la struttura generale resta la stessa, nell’ultimo mese non sono avvenuti fatti che abbiano stravolto il racconto o l’abbiano reso inattuale. Naturalmente ci saranno aggiustamenti, relativi al referendum, nel blocco dedicato alla giustizia».
«La verità non esiste, è un punto di vista»
«Come dice all’inizio il monologo – ha ribadito il direttore di Politico Quotidiano – si tratta di una storia di libertà e imbrogli: il suo presupposto è che la verità non esiste, è un punto di vista, e io ho il mio sullo stato di salute della giustizia. Penso che la riforma andrà a vantaggio dei magistrati e dei cittadini italiani, per questo mi sono fatto portavoce del comitato del sì». Quanto a un giudizio sull’attuale amministrazione Meloni, «nessun governo è quello perfetto». Sallusti ha citato un aforisma da “Pregiudicato”: «Anche questo, per dirla alla Roosevelt, “fa quello che può, con quello che ha nel posto in cui è”. Rispetto a ciò, non sta facendo del male. Riguardo a quanto bene stia facendo, forse poteva fare di più ma il punto è che non c’è un’alternativa. Il concetto di scelta implica che si siano delle opzioni, delle alternative, e al momento non se ne trovano. Non sarà dunque un governo dei “migliori” ed è costituito da conservatori e liberali: per le mie convinzioni lo ritengo la scelta più conveniente per la nostra società».
A sinistra, dove vantano, nelle parole di Mieli, il privilegio della moralità, oltre che dell’intelligenza, «quando si impossessano di qualcuno di destra lo perdonano». Come avvenne per Fini, e ora anche per Vannacci: «Non credo che cambierà le sue opinioni e passerà dall’altra parte. Ma, se prima sui loro giornali veniva ignorato o irriso, ora lo trattano come un grande statista, perché con la sua azione sta esercitando pressione e creando problemi al centrodestra».
L’equivoco sullo scudo penale per gli agenti
«La giustizia non dovrebbe essere di destra o di sinistra – ha osservato il giornalista in tema di decreto sicurezza – dal momento che lo Stato, come sarebbe suo compito, dovrebbe mettere i cittadini in condizioni di tutela. Quindi tutto quanto faccia il diritto per rendere più sicuri i cittadini, e l’opera delle forze dell’ordine, dovrebbe essere benvenuto sia da sinistra che da destra. Riguardo allo scudo penale c’è un equivoco: è la convinzione che i poliziotti non pagherebbero per gli errori. Di solito succede che, per eventi che abbiano rilevanza giudiziaria, a loro arrivi l’avviso di garanzia, sul fatto che sono indagati: ma questo comporta anche che debbano pagare di tasca loro avvocati, consultazioni con i periti, etc., imboccando una sorta di tunnel negativo.
In questo caso l’agente verrebbe invece messo in un “limbo” mentre il magistrato si occuperebbe di valutare se ci sono stati sbagli o meno: in caso affermativo rinvierebbe all’arresto. Per ciò che è avvenuto a Rogoredo pochi giorni fa, per esempio, la protezione dello scudo non sarebbe stata applicata: al magistrato, con gli elementi che aveva in mano, sono bastati “cinque minuti” per decidere. Dunque chi sostiene il contrario è in malafede». La preoccupazione di Sallusti si concentra proprio sui magistrati: «Per i loro errori non pagano mai in prima persona, ma è lo Stato a farlo e, di riflesso, noi cittadini. Sono tutti gli altri a pagare per i loro errori, a cominciare dai giornalisti».
Referendum giustizia, Sallusti a Varese per l’incontro sul “Sì” di Lombardia Ideale
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