VARESE – Un nuovo allestimento di uno dei capolavori della collezione d’arte moderna e contemporanea dei Musei Civici è il regalo di Natale del Comune di Varese agli appassionati d’arte. Da domani, venerdì 6 dicembre, e fino a marzo, sarà possibile ammirare e riscoprire la Tamar di Giuda, opera di Francesco Hayez esposta al Castello di Masnago (un’anteprima nel video qui sotto).
Allestimento natalizio
Sulla scorta di quanto accade ormai da anni nelle grandi città con speciali esposizioni natalizie anche Varese ha deciso di varare un’operazione simile per le feste, puntando non su un’opera in prestito da altre collezioni, ma decidendo di valorizzare un dipinto che a Masnago è esposto fin dal 1971, ma che forse molti varesini tuttora non conoscono. Un’opera che lo scorso anno è stata prestata alla Gam di Torino per una mostra dedicata al grande pittore ottocentesco, in cui è stato uno dei dipinti centrali dell’esposizione. Un interesse importante che ha spinto l’amministrazione a partire proprio da Hayez nel lanciare quella che vuole essere una tradizione annuale che si ripeterà Natale dopo Natale. L’opera è stata collocata sala affrescata della Crocefissione, dove resterà anche in futuro. Fino a marzo sarà accompagnata da una serie di documenti che formano una mini-mostra dal titolo “La Tamar svelata”, che sarà inaugurata venerdì 6 dicembre alle 18.
Disegno preparatorio, incisioni e foto d’epoca
La valorizzazione del dipinto, a cura di Serena Contini, a cui si deve anche l’approfondimento storico-artistico, è stata organizzata con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il nuovo allestimento è a cura di Valeria Marinoni. L’opera è messa in relazione con l’omonima incisione realizzata a bulino su rame, su disegno di Domenico Induno, da Caterina Piotti Pirola e pubblicata nel 1847 nell’album che illustrava con incisioni alcune opere pittoriche presenti all’Esposizione di Belle arti di Milano di quell’anno. È presente poi un disegno preparatorio, sempre del 1847, a matita, carboncino e gessetto su carta, che proviene dal Gabinetto Disegni e Stampe di Brera. Dalla Biblioteca civica di Varese giunge invece “Le mie memorie” del 1890, scritte dallo stesso Hayez in cui compare una prima versione della Tamar del 1831 in un’incisione, registrata nell’indice delle tavole con la dicitura «F. Hayez. Tamar di Giuda, acquarello a sepia, (1831), di proprietà della signora Angiolina Hayez».
Un’opera legata a Varese
Il dipinto ad olio che raffigura la Tamar di Giuda fu eseguito per il facoltoso milanese Gaetano Taccioli, che aveva ereditato dal padre Luigi Villa Mirabello, dove morì il 25 dicembre 1877. Al committente è dedicata una vetrina con foto e documenti. Donato ai Musei Civici di Varese nel 1971, è da considerarsi come uno dei massimi capolavori della prima maturità artistica del pittore nato a Venezia. Il dipinto raffigura una vicenda biblica narrata nel libro della Genesi. Tamar sposò i primi due figli di Giuda: Er e Onan, che, tuttavia, per motivi diversi, caddero in disgrazia agli occhi del Signore che li fece morire. Giuda decise di non darle in sposo il terzo figlio Sala, come voleva la tradizione ebraica di allora. Tamar allora escogitò di mascherarsi da prostituta e circuire Giuda, che sedotto, le lasciò in pegno il suo bastone, un cordone e l’anello. Tamar rimase incinta di due gemelli e Giuda intimò di metterla al rogo, ma una volta scoperto l’inganno, la lasciò vivere. Nell’opera di Hayez la sensuale Tamar è raffigurata proprio con i pegni lasciatole dal suocero Giuda.
Tesori nascosti al Castello di Masnago con Fondazione Comunitaria del Varesotto
varese hayez tamar di giuda – MALPENSA24
