VARESE – “La Lombardia che vorrei” traccia un bilancio sull’attività svolta sul territorio e rilancia: «Abbiamo lavorato su molti temi, con particolare attenzione a quello legato alla salute. Nei prossimi messi metteremo in campo una una nuova iniziativa focalizzata sul benessere del digitale e sui rischi della rete, che coinvolgerà i Comuni con un’attenzione particolare non solo agli anziani ma anche ai giovani». A parlare è Davide Antognoli, presidente dell’associazione fondata dal consigliere regionale Emanuele Monti.
Un anno sul territorio
L’incontro dell’altro giorno a Villa Recalcati è stata l’occasione per tracciare un bilancio delle attività svolte, per consolidare il rapporto con chi ha collaborato alle iniziative, ma anche per fissare nuovi traguardi. La “Lombardia che vorrei” con il suo format smart è pronta per continuare il dialogo con cittadini, imprenditori, associazioni del terzo settore del territorio, come avviene da due anni (fondata nel 2024) a questa parte.
I numeri
L’assemblea ha confermato il successo di un modello operativo agile che ha saputo connettere scuole, professionisti e realtà locali su temi cruciali quali l’intelligenza artificiale, il lavoro, la salute e il benessere, raggiungendo oltre duemila persone durante gli eventi e coinvolgendo più di mille studenti in progetti sulla salute mentale presso due istituti della provincia di Varese.
I progetti
Sulla stessa linea, Emanuele Monti ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni affermando: «L’ascolto dei giovani è diventato il filo conduttore de “La Lombardia che vorrei”, un percorso che nell’ultimo anno ha coinvolto oltre duemila persone in tutta la provincia di Varese; investire sui ragazzi significa destinare risorse a formazione, sport, salute mentale e socialità, perché è lì che si gioca il futuro della Lombardia e la capacità delle comunità di restare vive e accoglienti».
