VARESE – «Il tavolo tecnico politico sulle crisi aziendali non ha colore politico. Mi auguro quindi che i prossimi appuntamenti possano continuare a essere un momento di confronto e che nessuno la “butti” in politica». Chi parla è il presidente della Provincia Marco Magrini, il quale ha deciso di uscire pubblicamente dopo i primi mormorii legati alla presenza del consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti.
Astuti presente, perché?
L’idea del presidente di creare un momento istituzionale di confronto, ma anche di eventuali proposte sul tema delle crisi aziendali aveva riscosso consensi in maniera trasversale. Del resto avere un presidio tecnico istituzionale anche sul territorio, in grado di tenere alta l’attenzione visto quanto accaduto, ad esempio, in Beko e in Meta System, non è certo iniziativa da sottovalutare. E così, il tavolo tecnico si è riunito per la prima volta l’altro giorno a Villa Recalcati.
A destare qualche rumors però è stata la presenza (unica se si considera il panorama dei partiti) del consigliere regionale del PD Astuti. «Ma – questa la domanda che più di un politico ha posto – come mai non erano presenti esponenti o referenti istituzionali di altri partiti?».
Tavolo aperto a tutti e senza bandiere
Domanda che abbiamo girato direttamente al presidente della Provincia, anche perché, pur essendo un civico, non dobbiamo dimenticare, che è sostenuto da una maggioranza politica (Forza Italia e PD). E la risposta, che può apparire democristiana, ricalca quello che è sempre stato il leitmotiv magriniano. Eccola.
«Resto convinto che il tavolo tecnico sia una opportunità importante. Prima di tutto per dare un segnale di attenzione nei confronti del territorio e di difesa dei posti di lavoro e della produttività. Inoltre un gruppo di lavoro tecnico può dare vita a un confronto, ma anche a un momento conoscitivo della situazione. E poi perché, visto gli autorevoli partecipanti, si possono anche elaborare idee e proposte. Detto questo, sarebbe sbagliato dare un significato partitico alla presenza del consigliere Astuti. Quello dell’altro giorno non sarà l’unico momento di confronto e mi auguro che già al prossimo incontro, se lo riterranno importante, possano partecipare anche altri consiglieri o deputati del territorio e di altri partiti. Dico di più, qualora dovesse esserci l’opportunità di avere anche il ministro Giorgetti, sarei ben contento di vederlo seduto al tavolo tecnico. Questo lo dico perché non vorrei che si innescasse un’inutile e sterile polemica su un’iniziativa che vuole coinvolgere anche la politica, ma senza bandiere e bandierine».
