VARESE – Parte il prossimo 11 novembre il servizio serale di distribuzione pasti alla Brunella. Una soluzione che ha rappresentato una pronta risposta da parte della Chiesa varesina e della rete solidale che da anni garantiscono un importante servizio per chi è in gravi difficoltà.
Parte il servizio cena dei poveri alla Brunella
Sono circa 180 gli utenti che fino a qualche settimana fa “bussavano” alla porta della mensa delle suore di via Luini per avere il sacchetto con il cibo della cena. Un numero che ci si attende anche alla Brunella. «E rispetto alla quale occorre fare una serie di ragionamenti – interviene l’assessore ai Servizi Sociali Roberto Molinari (nella foto) – fin da quando abbiamo saputo dello stop di via Luini abbiamo aperto un’interlocuzione con la Chiesa varesina e le associazioni con alcuni obiettivi. Il primo era quello di dare una risposta immediata al bisogno. E credo che la disponibilità della mensa della Brunella abbia soddisfatto questo primo traguardo, dimostrando grande solidarietà e capacità di intervento. Ora bisogna capire bene i numeri e soprattutto ridurre l’impatto che la nuova situazione potrebbe avere sui residenti del quartiere».
Fase di studio
Certo è che prima occorre misurare sul campo come vanno le cose. «Serviranno alcuni giorni per mettere a punto il nuovo servizio in maniera concreta – continua l’assessore – e da questo punto di vista abbiamo già dato garanzia della presenza dell’amministrazione per regolare l’afflusso e la questione logistica. Dopo di che servirà più tempo per studiare gli accessi e i numeri. Il nuovo servizio non deve impattare sui residenti».
Non bisogna dimenticare che il centro della Brunella offre già la possibilità di un pasto in loco a mezzogiorno, oltre a tutta una serie di servizi quali: docce, medico, dispensario farmaceutico e guardaroba.
In via Luini, infatti, la media degli utenti era di 180 persone – la maggior parte provenienti da fuori città – per una totale di circa 400 sacchetti con cena distribuiti quotidianamente. Una differenza enorme, «rispetto alla quale cercheremo di capire i motivi, poiché quella forbice potrebbe celare un disagio più ampio e che coinvolge altre persone, magari famiglie intere».
La rete solidale di Varese
L’assessore poi riflette sulla generosità della città, «che quando necessita si tocca con mano. Penso alle associazioni della Brunella quali il Pane di Sant’Antonio, Farsi prossimo e i volontari che davanti a questo imprevisto non si sono tirati indietro; alla Chiesa varesina, ma anche ai tenti cittadini che con le loro donazioni hanno sostenuto la mensa di via Luini e che, sono certo, faranno altrettanto ora con la Brunella». Occorre poi aggiungere che dal 4 novembre è stato riaperto il dormitorio per l’Emergenza freddo, ovvero 10 posti letto in più in via Maspero oltre ai 25 annuali e che proprio qualche giorno fa, in via Tonale è stato aperto il centro diurno di Fondazione Arca in una struttura confiscata alla mafia e che verrà gestito da Il viandante.
Welfare sociale messo a dura prova
L’ultimo pensiero è sul tilt economico che potrebbe innescarsi nel welfare sociale. «Purtroppo i segnali che sta dando questo governo non sono certo confortanti. Anzi – conclude Molinari – I tagli sono pesantissimi e dopo i 500 mila euro in meno sulla spesa corrente ad agosto, rischiamo un ulteriore taglio (altri 500 mila circa) con la prossima finanziaria. Senza dimenticare che il Sociale cuba sul bilancio complessivo di Palazzo Estense il 13 per cento. Ovvero assorbe circa 12 milioni di euro. E i miracoli non si possono fare».
