Varese, sei collane longobarde in mostra a Villa Mirabello. Poi torneranno in Umbria

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VARESE – Sei collane in vaghi di pasta vitrea, con elementi in bronzo e altri in pietra. Un vero e proprio set di gioielli che risale all’epoca longobarda. Con alle spalle una storia che ha quasi dell’avventura, partendo dall’Umbria, passando per Milano, fino ad arrivare nella Città Giardino. E prima di tornare a casa, a Nocera Umbra, verranno esposti al museo civico di Villa Mirabello a Varese. A partire da domani, 21 novembre. Inaugurazione segnata in agenda alle 17.3o.

La mostra

L’esposizione, che resterà allestita fino al 7 dicembre, si intitola Ornamenti longobardi. Mostra e organizzazione portano la firma di Barbara Cermesoni, conservatrice dei civici musei di Villa Mirabello. Con il supporto di diverse realtà. Tra cui il Comune di Varese e la Soprintendenza archeologica dell’Umbria, ma anche la direzione regionale dei musei nazionali dell’Umbria e il museo nazionale del Ducato di Spoleto. Fino al sostegno concreto dell’associazione Insubria Antiqua, presieduta da Cristiano Brandolini, archeologo e conservatore del museo civico e paleontologico di Arsago Seprio.

La presentazione dei gioielli

«Queste sei collane verranno restituite al museo nazionale del Ducato di Spoleto, ma prima di farle tornare a casa vogliamo metterle in mostra», racconta Brandolini. Che in occasione dell’inaugurazione, farà una breve esposizione dei gioielli femminili nell’aristocrazia longobarda. Infatti, l’associazione Insubria Antiqum si è occupata di allestire i manichini con la riproduzione dell’abbigliamento tipico delle donne longobarde di alto rango. Con, ovviamente, i gioielli in evidenza. All’evento sarà presente anche l’assessore alla Cultura, Enzo Laforgia.

Pillole di storia

La necropoli “Il Portone“, un’area cimiteriale utilizzata dal 572 circa fino al 625/630 d. C., fu portata alla luce tra il 1897 e il 1898. Come da tradizione longobarda, le sepolture, maschili e femminili, erano quasi tutte dotate di corredi funebri, la maggior parte dei quali molto ricchi sia per il numero di oggetti sia per i materiali utilizzati. Ecco perché in un’area così circoscritta sono state rinvenute decine di monili. Come gli ornamenti di Nocera Umbra siano giunti a Varese, invece, rimane un mistero. Dalle ricostruzioni documentali e inventariali del museo di Villa Mirabello si apprende che nel 1978, in occasione della mostra I Longobardi e la Lombardia ospitata a Palazzo Reale, il museo inviò Grani di pasta vitrea, di varie forme colori e decorazioni, montati…su fili di ferro a comporre n. 6 collane (…). Le collane sarebbero, quindi, dei pastiche realizzati prima del 1978, con materiale originale rinvenuto nella necropoli. Nonostante il lustro rappresentato dalla possibilità di esporre reperti di così elevato valore artistico e storico, l’amministrazione varesina ha accettato di buon grado di renderli ora al Museo Archeologico Nazionale del Ducato di Spoleto, contribuendo alla restituzione di un frammento di memoria alla comunità locale nel pieno rispetto del codice etico di Icom (International Council of Museums), che recita: «Le collezioni di un museo riflettono il patrimonio culturale e naturale delle comunità dalle quali provengono. Il loro carattere supera pertanto quello di una normale proprietà e può comprendere forti legami con l’identità nazionale, regionale, locale, etnica, religiosa o politica. Di conseguenza, è importante che le politiche adottate dal museo tengano nella dovuta considerazione tale realtà».

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