Dalla classica per archi al pop dell’AI: a Varese la musica di OP3 e Rocco Tanica

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Da sinistra: Aldo Cicchini , Marco Venturi, Giulio Cazzani e Rocco Tanica

VARESE – Brani come “Sweet Child O’ Mine” dei Guns N’Roses e “Gimme! Gimme! Gimme!” degli Abba possono trasformarsi nell’ “Adagio” di Samuel Barber del film “Platoon” o nel “Concerto per due violini, archi e basso continuo” di Vivaldi, fino ad arrivare al “Canone” di Pachelbel che diventa “Basket case” dei Green Day: «Ci piace mischiare la classica con rock e pop, da ormai quattro anni – così si sono presentati ieri, lunedì 15 dicembre – gli OP3 alla Sala Montanari per «il gran finale – così Corinna Canzian – di Echi Urbani, festival lungo iniziato a marzo che siamo molto orgogliosi di aver portato a Varese, possibile grazie al Comune, a Regione Lombardia e a tanti partner». Ad Aldo Cicchini (violino), Marco Venturi (viola) e Giulio Cazzani (violoncello) si è unito un ospite d’eccezione: Rocco Tanica, storico tastierista di Elio e Le Storie Tese che ha condotto i presenti alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale e del suo utilizzo per comporre musica.

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Le Valchirie di Wagner e “Flashdance”

Tra una mutazione della “Cavalcata delle Valchirie” di Wagner nella “Maniac” del film “Flashdance” fino a «un brano nostro in tempi dispari, che prende ispirazione da Rachmaninov: melodie russe per arrivare ad atmosfere arabeggianti», Tanica è entrato in scena per suonare insieme al trio con un excursus su Giovanni Battista Lulli, «il primo direttore di orchestra moderno: iniziò battendo con il bastone sul palco, un segnale insieme sonoro e acustico. Il nostro brano “Shpalman” è nato da un ascolto casuale della musica che componeva in continuazione per il Re Sole. Poteva spaziare da quella per i momenti ufficiali all’accompagnamento del pasto dei cani da caccia». Tutto ciò per mostrare come ci siano più punti di contatto, o fil rouge, per coniugare la «familiarità» della classica con quella del pop: a ulteriore conferma, come sottolineato dal battimano del pubblico, “Jump” dei Van Halen, «un brano molto recente, ha circa quarantanove anni – ha scherzato – lo ascoltavo quando facevo i compiti delle vacanze di matematica, ero stato rimandato».

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Guns N’Roses, Michael Jackson e il “beat” dentro

Gli altri brani eseguiti dagli OP3 ha avuto per protagonista principale, oltre alla band di Axl Rose – “Paradise city” ha ricevuto un lungo applauso – Michael Jackson, presente con “Billie Jean e “Smooth criminal”; sul fronte più heavy Metallica (“Fade to black”), Iron Maiden (“Fear of the dark”) e “In the end” dei Linkin Park introdotta da “Una notte sul Monte Calvo” di Mussorgsky; non sono mancate incursioni nella musica elettronica, che porta con sé «una maggiore difficoltà nella trasposizione agli archi perché manca il beat. Ma il beat, come testimonia il nome di questo evento, lo abbiamo dentro – così Grazzani che ha eseguito da solista “Gli anni” degli 883 con omaggio al Bocelli di “Con te partirò” – e cerchiamo di trasmetterlo sul palco: spero che sia arrivato questo sentimento».varese musica op3 tanica 05

Death metal per gli auguri di Natale

La creazione, attraverso sondaggio tra il pubblico, di una “canzone reggae sull’amare la cannabis in Finlandia” ha permesso a Tanica di spiegare come funziona l’Intelligenza Artificiale, «un concetto già elaborato da Alan Turing al tempo della Seconda Guerra Mondiale. Opera in base all’imitazione dei principi di ragionamento umano».
Dopo un “lungo inverno” a partire dagli anni Settanta ha visto una rifioritura con l’arrivo di quella “generativa” tra 2018 e 2020: «Agisce rispondendo per analogia. Se chiedi alla macchina di farti una foto di un bel tramonto, lei è stata allenata con tanti di quei tramonti che capisce che cosa sia. Infatti, se per esempio nel generare immagini vuoi un orologio, di solito te ne appare uno con le lancette sulle 10 e 10, la posizione più utilizzata nelle pubblicità perché considerata la più elegante».
All’interrogativo se ciò sia brutto, l’artista ha risposto: «È possibile emozionarsi anche per una canzone elettronica che venti minuti prima non c’era». Quindi dopo l’allargamento, sempre per “Gimme! Gimme! Gimme!” degli archi a un’intera orchestra, è arrivato il momento degli auguri con un brano composto per l’occasione – «Ci avviciniamo al Natale, cosa meglio del death metal può impersonare il senso di pace domestica?» – poi corretto con i classici cori e campane: «Viva il Natale a Varese, nuovo cinepanettone».

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