VARESE – Era stata licenziata dopo essere stata sorpresa a dormire nell’infermeria dell’azienda durante la pausa pranzo, ma il Tribunale di Varese ha dichiarato nullo il provvedimento disponendo un risarcimento pari a 15 mensilità, circa 35 mila euro, oltre a Tfr, contributi arretrati e interessi. Lo riporta il Corriere della Sera.
Neomamma
Protagonista della vicenda una impiegata amministrativa di 35 anni, assunta a tempo indeterminato in un’azienda del Varesotto. I fatti risalgono all’aprile 2023 quando la donna, madre da pochi mesi, dopo aver timbrato l’uscita per la pausa pranzo era rientrata anticipatamente in azienda. Secondo quanto ricostruito, aveva deciso di trascorrere gli ultimi minuti della pausa riposando nell’infermeria aziendale, stremata anche dalle poche ore di sonno dovute alla gestione del figlio piccolo.
Il pisolino in pausa pranzo
La lavoratrice, che soffriva inoltre di ansia e attacchi di panico, si era addormentata su un divano dell’infermeria dopo aver timbrato istintivamente il cartellino al rientro. Alcuni colleghi e successivamente i superiori l’avevano trovata mentre dormiva. Da lì era scattato il procedimento disciplinare culminato, il 4 maggio 2023, con il licenziamento.
La sentenza
Nei giorni scorsi la giudice Federica Cattaneo, della seconda sezione civile del Tribunale di Varese, ha però accolto il ricorso della donna, ritenendo il comportamento contestato non sufficiente a giustificare il licenziamento. In sentenza si legge che la condotta “non integra affatto gli estremi della giusta causa di licenziamento” e che avrebbe dovuto essere eventualmente sanzionata “esclusivamente con un provvedimento conservativo”.
Il tribunale ha inoltre rilevato che la dipendente era rientrata dalla maternità pochi mesi prima e che il licenziamento era stato disposto quando il figlio non aveva ancora compiuto un anno di età, circostanza che rende il provvedimento vietato dalla legge salvo casi eccezionali.
La donna aveva inizialmente chiesto il reintegro sul posto di lavoro, rinunciandovi successivamente dopo aver trovato un nuovo impiego in un’altra azienda della provincia di Varese.
