VARESE – «Siamo un territorio ricco d’acqua, siamo la provincia dei sette laghi: ma tutta l’acqua partendo dal Lago Maggiore e tramite il Ticino non si ferma a Varese ma va ad irrigare la Pianura Padana». Un paradosso tutto varesino che va a discapito dell’agricoltura locale: lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Varese Giacomo Brusa aprendo i lavori del convegno dedicato all’acqua stamattina – venerdì 31 gennaio – alle Ville Ponti (nel video qui sotto le interviste). Col clima che cambia risulta però sempre più importante trattenere una risorsa tanto preziosa.
Acqua da trattenere
Per la conformazione geografica del Varesotto l’agricoltura locale non beneficia dunque dell’acqua presente sul territorio. E questo rischia di diventare un problema di questi tempi. «È un aspetto importante che dobbiamo valutare in questo periodo di cambiamenti climatici, perché abbiamo avuto estati molto piovose come quella appena passata, ma negli ultimi anni tutti gli agricoltori hanno avuto grossi problemi legati alla mancanza d’acqua perché abbiamo avuto estati molto siccitose – continua Brusa – dobbiamo capire come impegnarci per far sì che quest’acqua possa rimanere anche sui nostri suoli». Una riflessione condivisa proprio in occasione della tappa varesina della presentazione del “Libro bianco del verde”, progetto nazionale promosso da Assoverde, Confagricoltura e Kepos nato nel 2020 con l’obiettivo di promuovere un cambiamento per affrontare le nuove sfide nel settore ambientale. Tema dell’ultima edizione proprio l’acqua, con oltre 50 contributi tecnico-scientifici raccolti in un volume suddiviso in sei sezioni.
Serve una politica intelligente
«Di acqua ce n’è o tantissima o niente – ha sottolineato la presidente di Assoverde Rosi Zuliani Sgaravatti – la cosa principale è regimentare e trovare delle soluzioni affinché l’acqua anziché defluire al mare si possa trattenere, invece di perdersi nelle condotte d’acqua si trattenga. I problemi ci sono e il cambiamento climatico di sicuro c’è, ma si può contrastare attraverso una politica intelligente. Se non si fa nulla si andrà sempre peggio». Al tavolo e in platea tra i presenti anche il presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello, l’onorevole varesina Maria Chiara Gadda, il sindaco di Varese Davide Galimberti e il prorettore dell’Università dell’Insubria Umberto Piarulli.
Parola agli esperti
Dalla visione alle azioni concrete: con professionisti ed esperti del settore un tavolo tecnico ha indicato le possibilità di intervento per un ambiente urbano resiliente. Tra le voci quella di Alessandro Nicoloso, dottore forestale paesaggista, a partire dagli effetti degli eventi meteo sempre più estremi. «Le città si devono confrontare per forza con questo elemento, per una questione di rischi per la popolazione ma anche di costi, perché i danni che provocano le alluvioni urbane sono ingenti. Probabilmente c’è stata una banalizzazione del problema nei decenni trascorsi, per una scarsa lungimiranza, e oggi bisogna farci fronte ma il nostro territorio è limitato. Farci fronte con enormi interventi di natura civilistica potrebbe non essere la strada migliore: la strada migliore probabilmente è quella di favorire la permeabilità dei suoli. Ci sono già dei progetti in corso, nella città metropolitana di Milano ad esempio, con interventi di deimpermeabilizzazione. Che sono la strategia meno immediata ma sicuramente più lungimirante».
Rotterdam? No, Besozzo. Al parco comunale si raccoglie l’acqua in eccesso
varese provincia acqua risorsa – MALPENSA24
