VARESE – La protesta dell’avvocatura penale contro presunte violazioni della riservatezza del rapporto tra difensore e assistito si arricchisce di un nuovo episodio emerso a Varese. Sullo sfondo della mobilitazione proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, che ha indetto l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale dall’8 al 12 giugno e una manifestazione nazionale a Perugia l’11 giugno, un penalista varesino denuncia di essere stato fotografato dalla polizia giudiziaria mentre incontrava alcuni clienti.
Avvocati intercettati e fotografati
Al centro della vicenda c’è l’avvocato Corrado Viazzo, che riferisce di aver scoperto nelle carte di un’indagine per traffico di armi e droga un’annotazione della polizia giudiziaria corredata da immagini che lo ritraggono insieme a due assistiti. Le fotografie, secondo quanto riferito dal legale, sarebbero state estrapolate da una videoripresa effettuata il 22 gennaio scorso nei pressi del tribunale e del suo studio professionale.
Il caso di Varese
«Trovo inammissibile quanto accaduto – afferma Viazzo, sottolineando che l’incontro con i clienti era avvenuto in un esercizio pubblico a pochi metri dal proprio studio per discutere questioni legate alla difesa – Mi ritrovo in un’informativa della polizia giudiziaria mentre sto parlando con i miei assistiti. Non esiste proprio», sostiene il penalista.
La scintilla a Perugia
L’episodio emerge mentre cresce il confronto tra avvocatura e istituzioni giudiziarie sul tema della tutela del segreto professionale. Nelle lettere inviate il 27 maggio al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Consiglio Superiore della Magistratura, l’Unione delle Camere Penali Italiane richiama in particolare il caso di Perugia, dove sarebbero stati registrati per mesi colloqui tra detenuti e difensori senza autorizzazione, con il coinvolgimento di numerosi avvocati estranei alle indagini.
Il diritto alla difesa
Secondo i penalisti, la questione investe direttamente la tenuta del diritto di difesa e della segretezza del rapporto tra avvocato e assistito, principi rafforzati anche dalla recente modifica dell’articolo 103 del codice di procedura penale, che prevede l’immediata interruzione delle captazioni quando emerge il coinvolgimento di un difensore e del suo cliente.
Le proteste hanno trovato eco anche a Napoli, dove alcuni avvocati hanno denunciato di essere stati fotografati durante un processo per omicidio davanti alla Corte d’Assise. Gli episodi arrivano inoltre mentre il Parlamento discute la riforma dell’ordinamento forense, già approvata in prima lettura alla Camera, che rafforza i principi di indipendenza e libertà dell’avvocato quali presidi essenziali per la tutela dei diritti e del giusto processo.
