VARESE – Un tuffo nel passato tra la Varese di Francesco III d’Este e quella di Garibaldi. La città di Settecento e Ottocento rivivrà domenica 15 settembre grazie allo spettacolo promosso nell’ambito della rassegna “In Fabule” che prevede altre due date a ottobre. A Palazzo Estense saranno presenti attori e musicisti: un assaggio c’è stato già oggi, mercoledì 11 settembre, in sede di presentazione con l’attrice e regista Marina De Juli e l’assessore alla cultura Enzo Laforgia (nel video qui sotto le interviste e un’anticipazione dello spettacolo).
La storia rivive
Le storie del passato saranno raccontate da Verba Manent Lab con gli allievi attori Lorella Bottegal, Antonio Ceccarelli, Gianni La Rocca, Silvia Merlo, Mauro Montagna, Dina Rebeschi, Laura Repetto e Massimo Perboni, diretti da Marina De Juli. Ci sarà anche la Società di Danza Varese con 16 danzatori nei loro costumi dell’800, diretti da Eliana Colombo. Quindi Musica per Varese con gli allievi Silvia Zandegu (arpa), Federico Mondadori (pianoforte), Gloria Carcano e Elisa Vicenzi (flauto), Erika Vicenzi (violino), la Compagnia Etnidanza e il Collettivo Musicanza con Giovanni Procopio (organetto diatonico) e Paolo Rusconi (chitarra e bouyzuki). Sarà una visita emozionale nelle stanze del Palazzo Estense di Varese per raccontare cent’anni di storia della città. Non una rievocazione ma un incontro con personaggi d’epoca, musicisti che propongono sonorità barocche, danzatori di gighe, pavane, sarabande e ancora valzer, quadriglie e contraddanze. Il pubblico seguirà di stanza in stanza attori calati nei ruoli di nobili, cameriere, governanti, borghesi, contadini, che narrando la propria storia personale (vera o inventata), finiranno per raccontare anche la storia di Francesco III d’Este, di Varese e dell’Italia dalla seconda metà del ‘700 fino alla seconda metà dell’800.
Varese come Schönbrunn
Nel salone a narrare sarà il personaggio di Cristina Trivulzio, cugina di Giorgio e Cristina, ai quali era stato ceduto il palazzo dopo la morte di Renata Teresa d’Harrach, terza moglie di Francesco III d’Este. Lei, grande donna del Risorgimento, racconterà l’Italia e la Varese di Garibaldi. All’esterno invece un picasass ricorderà di quando le dame passeggiavano all’ombra dei pini per mantenere la pelle bianca e nobile, mentre lui spaccava le pietre nella cava di Viggiù perché venissero costruite le mensole e le colonne del balcone del Palazzo. E i contadini nelle loro “fabule” narreranno il duro lavoro, in centinaia a trasportare terra, per abbassare il Colle del Castellazzo, trasformare il giardino come quello del palazzo viennese di Schönbrunn e permettere al duca il passatempo della caccia. I contadini e musicisti inviteranno infine il pubblico a ballare le loro danze popolari. Saranno messe in scena cinque rappresentazioni alle ore 10, 11, 14, 15 e 16. Il percorso ha una durata di un’ora e mezza e le partenze vengono scaglionate di un’ora. Il numero massimo di partecipanti per gruppo è di 30 persone su prenotazione. Si partirà dalla sala alta della Biblioteca e si visiteranno le sale principali di Palazzo Estense e l’esterno. Per info e prenotazioni si può contattare il numero 347 8116559 o scrivere alla mail verbamamentprogetti@gmail.com (riferimenti validi anche per gli altri due spettacoli).
Si continua il 5 ottobre
Il secondo appuntamento è in programma sabato 5 ottobre alle 21 in Sala Montanari. Andrà in scena “Potevo fare cose peggiori”, spettacolo di e con Marina De Juli e una band di musicisti. È la storia di una bambina, di una ragazza, di una donna tra delusioni e ironia, tra il sentirsi inadeguata e il realizzare un sogno, occasioni e libertà che si scontrano con l’essere “femmina”. Un racconto di come una passione può stravolgere una vita che si pensava destinata ad altro e di come trovare la forza per cambiare. Nello stesso momento questo viaggio personale diventa anche collettivo in un racconto tra generazioni, incontri e scontri tra famiglia e società nel tentativo semplicemente di essere felici e di trovare il proprio posto nel mondo. Il tutto tra parole, musica, canzoni.
Chiusura con Johanna Padana
Terzo e ultimo appuntamento domenica 20 ottobre, sempre in Sala Montanari, alle ore 17 con “Johanna Padana a la descovèrta de le Americhe”, spettacolo di Dario Fo con Marina De Juli. Johanna non è un’eroina ma una donna qualunque nata tra le valli bergamasche, cresciuta in una famiglia ricca solo di figlie, diventata novizia per fame, fuggita dalle grinfie dei Lanzichenecchi e sbarcata a Venezia. Qui incontra l’amore, la passione ma anche l’Inquisizione e si rende conto che la sua condizione di donna in quell’epoca, all’inizio del XVI secolo, è perdente. E allora, si traveste da uomo e si imbarca, prima verso Siviglia, poi su una nave di Cristoforo Colombo, verso il nuovo mondo ed eroina suo malgrado, con la sua visione e sensibilità femminile, diventa cronista della colonizzazione. In un monologo comico, grottesco e a volte drammatico, si racconta la storia di un popolo indios vincente, che riesce, attraverso la propria intelligenza e fantasia, a resistere alla spietata invasione spagnola. La storia di Johanna è quella di un viaggio attraverso culture, popoli, territori.
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