VARESE – La risposta della Chiesa ai bisogni crescenti in città da parte di persone che sempre più spesso si trovano costrette a vivere al di sotto della soglia di povertà. È stato questo il tema al centro dell’omelia di fine anno pronunciata dal prevosto di Varese monsignor Gabriele Gioia durante le celebrazioni del Te Deum che hanno chiuso il 2024. Discorso in cui ha affrontato anche il tema del futuro della chiesa varesina.
Prima volta
Per Gioia, che lo scorso autunno ha dato il cambio al suo predecessore monsignor Panighetti, è stato il primo Te Deum da prevosto nella Basilica di San Vittore. Lo ha sottolineato proprio nell’incipit: «Personalmente, considero parziale il mio sguardo, perché troppo poco tempo ho trascorso con Voi». Poi ha ricordato la recente partenza delle Suore della Riparazione di via Luini e le Suore “Serve di Gesù Cristo” della chiesa di San Giuseppe. «Queste partenze hanno messo in luce due bisogni fondamentali della vita delle persone, quello materiale e quello spirituale». La mensa serale di via Luini ha trovato continuità nella Casa della Carità della Brunella: il prevosto ha rimarcato la rete tra mondo ecclesiastico e istituzioni che ha reso possibile la pronta risposta.
Il diritto abitativo
«Siamo nei primi giorni dell’Anno Giubilare, dedicato alla speranza – ha poi aggiunto – è giusto domandarsi: abbiamo ancora la speranza di costruire e vivere in un mondo più giusto? Questi interrogativi sono ancora più pressanti se consideriamo altri problemi che la difficile situazione economica del nostro territorio lasciano intravvedere e i cui effetti rischiano di aggravarsi nel prossimo futuro. Mi riferisco in particolare ai temi del diritto al lavoro, con le persone che non lo esercitano o lo perdono per la chiusura di importanti attività industriali; e, conseguentemente, al diritto abitativo, con persone e famiglie che non riescono a sostenere i costi per l’affitto di un’abitazione. Non è difficile immaginare i problemi che la non adeguata risposta a questi diritti fondamentali della persona umana porterà alla convivenza civile anche nella nostra città». A tal proposito ha ricordato il lancio del Fondo Schuster. «Il nostro Arcivescovo ci sta provocando ad agire con coraggio e creatività per non lasciare inevase queste sfide». In chiave varesina ha citato l’intervento di recupero di Villa Baragiola con un progetto di housing sociale che prevede la creazione di circa 70 appartamenti in affitto a canone calmierato. «Una direzione buona, che non va abbandonata ma sostenuta e incrementata».
La celebrazione integrale
Patto Regione-Diocesi, 120 alloggi per chi è in difficoltà. Con il Fondo Schuster
varese te deum gioia – MALPENSA24
