Varese, scontri fuori dal palazzetto: gli ultras del basket aspettano i lavori socialmente utili

VARESE – Sono in attesa che venga definito il programma per l’accesso ai lavori socialmente utili dodici dei quindici ultras della Pallacanestro Varese finiti nei guai per gli scontri con le forze dell’ordine, fuori dal palazzetto, risalenti al 24 aprile 2022, giorno della partita salvezza tra il team prealpino e la Fortitudo Bologna.

Tutto fermo

L’Ufficio per l’esecuzione penale esterna (Uepe), che ha il compito di stabilire i programmi con cui gli imputati – accusati di violenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio – intendono ottenere l’estinzione del reato occupandosi di mansioni di pubblica utilità, non ha ancora preso in carico la procedura, predisposta in tribunale a Varese lo scorso marzo.

Martedì 16 luglio, sempre davanti al giudice, le parti hanno preso atto della fase di stallo, che tocca anche la questione dei risarcimenti per i carabinieri e i poliziotti feriti nei tafferugli scanditi da spinte, colpi di bastone e di cinghia. L’accordo sulle cifre è già stato raggiunto tra i legali dei tifosi – Bianchi, Adami e Indelicato – e quelli degli uomini delle forze dell’ordine, ma per chiudere la pratica occorre attendere il programma trattamentale in capo all’Uepe.

Le strade processuali

Il giudice ha quindi disposto un nuovo rinvio per il prossimo ottobre, al fine di risolvere la questione riguardante la messa alla prova, cioè il rito alternativo scelto da quasi tutti gli ultras coinvolti nei fatti (tutti, per gli scontri, sono stati raggiunti da Daspo). Due hanno patteggiato, mentre uno andrà a processo seguendo il rito ordinario. Per chi ha indagato fu lui ad istigare gli altri tifosi, pur senza partecipare agli scontri, attraverso i quali gli ultras biancorossi cercarono di raggiungere i tifosi della squadra avversaria nel piazzale fuori dal palazzetto di Masnago.

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