Livelli del Verbano, il Piemonte media: arriva la cabina di regia permanente

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La riunione di oggi a Verbania

VERBANIA – Il presidente della Regione Piemonte scende in campo per disinnescare la bomba dei livelli del Lago Maggiore.

Dopo i giorni di fortissima tensione e lo scontro aperto tra le sponde del Verbano, da Torino parte una mediazione politica e tecnica cruciale per il futuro del territorio. L’obiettivo è ricomporre la frattura nata in seguito al via libera all’innalzamento del livello massimo consentito del lago a +1,40 metri, un provvedimento che ha immediatamente sollevato un coro di proteste e la netta preoccupazione dei sindaci, degli operatori turistici e delle strutture ricettive affacciate sullo specchio d’acqua.

Il timore diffuso lungo il litorale è chiaro e fondato: l’incubo che precipitazioni di forte intensità possano provocare accumuli d’acqua devastanti anche solo in pochi giorni su un bacino già colmo, con il conseguente e inevitabile allagamento del litorale.

Nasce la Cabina di Regia Permanente

Per arginare la crisi e non lasciare soli i territori, la giunta regionale piemontese ha deciso di istituzionalizzare il confronto. Viene così istituita una Cabina di Regia Permanente, presieduta proprio dalla Regione Piemonte.

Questo nuovo organismo avrà il compito di valutare tutte le proposte avanzate dagli enti interessati, cercando la quadratura del cerchio tra comparto turistico, esigenze agricole e gestione complessiva della risorsa idrica.

L’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, ha rimarcato come la volontà sua e di tutta la giunta sia quella di non lasciare soli i sindaci del lago e chi lavora e investe per la crescita turistica, strategica per tutto il Piemonte.

Marnati ha espresso l’intenzione di condividere con gli amministratori locali le politiche di sviluppo del territorio, annunciando che è già stato chiesto all’Autorità di Bacino di studiare sistemi innovativi per gestire preventivamente lo svaso dell’acqua, così da garantire interventi più tempestivi ed efficienti.

Il nodo politico: turismo contro agricoltura

Il vero terreno di scontro è il bilanciamento degli interessi. Se da un lato l’agricoltura della pianura vede nel Lago Maggiore una fondamentale riserva naturale d’acqua per combattere i periodi di siccità, dall’altro l’economia del Verbano ha nelle sue sponde e nelle sue spiagge un fattore di attrazione imprescindibile.

Un equilibrio fragile che il sottosegretario Alberto Preioni definisce prioritario, commentando che il percorso avviato punta proprio a trovare una soluzione che sappia contemperare le esigenze di questi due comparti strategici.

Sulla stessa linea si posiziona l’assessore al Turismo e all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, che, dopo i confronti avuti in questi giorni con gli enti locali e le Atl dell’Alto Piemonte e dei Laghi, ha sottoscritto l’importanza di un tavolo fra tutti i soggetti portatori d’interesse.

Bongioanni ha definito ragionevole la proposta tecnica di non superare la quota storica di +1 metro nella stagione turistica, mettendo in campo da subito altre strategie per il recupero e il risparmio idrico, assumendo il livello +1,40 come tetto massimo da raggiungere solo quando le condizioni lo consentono in sicurezza.

Le proposte operative della Provincia

Il pacchetto di soluzioni concrete sul tavolo per blindare la sicurezza e l’economia del lago porta la firma del presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Giandomenico Albertella, il quale ha avanzato precise e vincolanti richieste operative a tutela delle comunità locali.

La prima mossa richiesta riguarda l’istituzione di un tavolo permanente di confronto per definire un protocollo operativo che garantisca ai territori un ruolo attivo non solo nelle scelte strategiche di regolazione del lago, ma anche nella gestione ordinaria, considerata un prerequisito indispensabile per programmare i lavori sulle sponde e tutelare il territorio in previsione di eventi meteorologici intensi.

La seconda proposta prevede la sottoscrizione di un protocollo previsionale vincolante per l’abbassamento preventivo del livello del lago, che coinvolga Regione, ARPA, Autorità di bacino del fiume Po e comuni rivieraschi, consentendo così una gestione dinamica degli svasi alla luce delle previsioni meteorologiche.

Accanto a queste misure, Albertella chiede una rappresentanza qualificata della Provincia al tavolo dell’Autorità di bacino, al pari degli altri enti coinvolti. Infine, per dare immediato ossigeno al comparto delle vacanze, la Provincia ha proposto di sospendere nei mesi di giugno e luglio l’innalzamento del livello massimo consentito, una mossa ritenuta fondamentale per scongiurare la scomparsa delle spiagge, vera risorsa del turismo lacuale.

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