“Ti ammazzo se provi a togliermi la figlia”. E sua madre chiama il 112

Verbania violenze famiglia denuncia
La sede del commissariato di PS di Omegna

VERBANIA – “Se provi a togliermi mia figlia ti ammazzo”: con parole come queste, martedì sera, un trentenne di Verbania ha aggredito per l’ennesima volta  la compagna, una donna di 37 anni di Omegna. Questa volta, al culmine del nuovo episodio di minacce davanti alla figlia di 11 mesi, la donna ha avuto il coraggio di raccontare tutto alle forze dell’ordine. E l’uomo è stato arrestato.

Una storia di continue violenze e intimidazioni

Una brutta storia di ripetute violenze e intimidazioni quella emersa nelle ultime ore nel Vco. Una storia arrivata all’epilogo in modo esemplare. A chiamare il 112 facendo intervenire gli agenti del commissariato di Omegna e una Volante della questura di Verbania è stata infatti la madre dell’uomo, che non ha più retto nel vedere per l’ennesima volta il figlio aggredire la nuora alla presenza della loro figlia. Un caso del tutto simile sempre nella stessa zona era accaduto nello scorso mese di giugno.

In ospedale la donna ha sporto denuncia

Arrivati rapidamente sul posto gli agenti hanno trovato l’uomo in forte stato di agitazione mentre ancora minacciava la compagna che, paralizzata dalla paura, era travolta da una crisi di pianto. Riportata in qualche modo la calma,  la donna è stata portata in ospedale a Verbania, dove è stato attivato il “codice rosa” e  dove ha deciso di sporgere querela e ha raccontato tutto,  parlando dei diversi episodi di violenza subiti e della crescente paura sia per la sua incolumità che per quella della bambina.

L’uomo aveva in casa una pistola detenuta illegalmente

I poliziotti hanno quindi effettuato una perquisizione domiciliare. E nascosta in un armadio, hanno trovato una pistola Beretta modello 950 B, calibro 6.35 con matricola parzialmente abrasa, e oltre 50 cartucce compatibili con l’arma rinvenuta. Il trentenne è stato così arrestato per maltrattamenti e detenzione abusiva di arma. Il magistrato ha disposto che l’uomo fosse portato in carcere in attesa dell’udienza di convalida.

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