CASTANO PRIMO – Lite a margine del consiglio comunale di Castano Primo ieri sera, venerdì 27 ottobre, sull’ipotesi di aprire nel comune una o più moschee (nelle foto). Protagonisti, l’europarlamentare leghista Angelo Ciocca e il sindaco Giuseppe Pignatiello. Il duro faccia a faccia si è consumato fuori da Villa Rusconi dopo che Ciocca, insieme ad alcuni sostenitori, era entrato nell’aula dove si stava svolgendo il consiglio comunale e ha preso la parola dalle file del pubblico per attaccare l’amministrazione comunale.
Da anni si parla di aprire un luogo di culto islamico in via Friuli, ma da qualche tempo corre voce che a questo si potrebbe aggiungere un’altra moschea, in via XXVI Febbraio 1945. La Lega si oppone fermamente a tali ipotesi e ieri ha fatto la voce grossa in consiglio: qui c’è stato un primo scontro verbale tra la sua delegazione guidata da Ciocca e il sindaco. I leghisti sono stati poi allontanati dall’aula.
«Se ritirate il progetto non mi ricandido»

Una volta fuori Ciocca, munito di megafono, ha esortato la giunta a rivedere i suoi piani. L’eurodeputato si è spinto al punto da promettere che, se la maggioranza di centrosinistra rinuncerà alla moschea, non si ricandiderà alle Europee. Pignatiello lo ha raggiunto con alcuni membri della sua parte politica: ne è nato un aspro confronto, condito di insulti.
«Mi auguro che ci siano dei consiglieri di maggioranza – ha attaccato Angelo Ciocca al megafono – che andando a casa la sera e specchiandosi con la propria coscienza e guardando in faccia le loro famiglie, capiscano che di questi tempi aprire una moschea è qualcosa di insensato».
Pignatiello: «Lei non sa fare il suo lavoro»
«Lei sta dimostrando la sua ignoranza – gli ha replicato Pignatiello, uscito da Villa Rusconi al termine del consiglio comunale, dando vita a uno scambio di battute tra i due a distanza ravvicinatissima – Queste sono le leggi in vigore». «Non è vero, la moschea passa dal Piano regolatore che approva la maggioranza del Comune. Piuttosto, fateci una palestra». «Lei è un maleducato, purtroppo non ha rispetto per le regole e per le leggi. Lei è un ignorante istituzionale, è la vergogna degli europarlamentari». «Io ho fatto l’assessore all’urbanistica» ha ripreso Ciocca. «E io il sindaco».
«Lei non è capace di fare il suo lavoro. Adesso mi faccia il piacere di uscire dall’istituzione comunale» ha esortato Pignatiello. «Non mi tocchi» gli ha intimato Ciocca prima che i due venissero divisi e si separassero. La campagna elettorale per le amministrative del 2024 non poteva annunciarsi più gravida di aspre polemiche tra le parti.
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