BUSTO ARSIZIO – «Code interminabili. A volte arrivano fino a metà via Chisimaio e alla rotonda del ristorante Bandera». Il semaforo da incubo di viale Boccaccio a Borsano finisce al centro di una raccolta firme che chiede il ripristino della doppia corsia all’incrocio o in alternativa la realizzazione di una rotatoria per fluidificare la circolazione. Il consigliere del gruppo misto Emanuele Fiore e il suo predecessore Giuseppe Ferrario sostengono la mobilitazione: «Sono anni che l’amministrazione promette una soluzione, ma cambiano gli assessori mentre invece rimangono intatti i disagi, e la pericolosità, di quell’incrocio semaforico».
Semaforo da incubo
Torna a far discutere il semaforo “intelligente” di viale Boccaccio all’incrocio con via Cardinal Ferrari nel quartiere di Borsano. Istituito appena prima delle elezioni amministrative 2021, quando ancora era assessore alla viabilità Max Rogora, il controverso impianto all’incrocio ha suscitato polemiche a non finire ma ha già saputo resistere a ben due cambi di delegato di giunta, prima Salvatore Loschiavo e ora Matteo Sabba. E le inevitabili code provocate dal restringimento di carreggiata al semaforo – in un viale a doppia corsia, una sola è dedicata a chi procede dritto mentre una è riservata alla svolta – continuano a far arrabbiare gli automobilisti. Tanto da indurli a uscire allo scoperto con una raccolta firme indirizzata al sindaco Emanuele Antonelli e al comandante della Polizia locale Stefano Lanna. I moduli sono già in giro per il quartiere, i punti di raccolta sono l’officina meccanica Boselli e il panificio Carluccio, ma verranno «raccolte le firme anche tra gli automobilisti in coda al mattino», come fa sapere Fiore.
Le motivazioni della petizione
Il «problema del traffico automobilistico», per i promotori della petizione, è «causato dall’implementazione dei due semafori a singola corsia situati all’incrocio tra viale Boccaccio e via Cardinal Simone/via Cardinal Ferrari». Impianti che «nelle ore di punta lavorative, soprattutto la mattina dalle 7.30 alle 9, sono la causa di code interminabili che arrivano a metà di via Chisimaio e alla rotonda situata vicino al ristorante Bandera – direzione da Legnano a Busto Arsizio – e nelle ore serali, in direzione opposta dal centro di Busto a Legnano». Una situazione che per i borsanesi «non è più sostenibile» per varie ragioni: «Il disagio e i ritardi provocati dalle code, la pericolosità dovuta alle manovre spericolate per superare le code, la pericolosità per ciclisti e motoveicoli con il flusso tutto spostato sulla destra a ridosso del limite stradale», ma anche «l’incremento dell’inquinamento dovuto al gas di scarico delle vetture ferme in una zona già fortemente compromessa dalla vicinanza all’inceneritore e l’inquinamento acustico prolungato per ore».
L’appello al sindaco
Così l’appello al sindaco Antonelli, che ha l’«interesse di tutelare la salute di tutti i cittadini», è di «valutare se far ripristinare un semaforo a doppia corsia, come in precedenza, o deliberare la realizzazione di una rotonda più consona al grande flusso stradale». Proposta, quest’ultima, che era già stata caldeggiata a suo tempo dallo stesso assessore alla viabilità – Max Rogora – che era in carica al tempo dell’installazione del nuovo semaforo. «Lo definiscono semaforo intelligente ma ci sembra tutto fuorché tale – rincara la dose il consigliere Emanuele Fiore – oltre al disagio provocato a tutti gli automobilisti e in particolare a chi vive in quella zona e di fatto nelle ore di punta deve perdere un sacco di tempo per entrare e uscire di casa, ci preme sottolineare anche l’aspetto della pericolosità dell’incrocio legata alla mancata attivazione del Photored che avrebbe dovuto evitare i salti di corsia. Dopo tanta attesa di risposte e due cambi di assessore, comprendiamo l’esasperazione dei cittadini che hanno promosso questa iniziativa».
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