VIGGIÙ – Entrano nel vivo a Viggiù le celebrazioni promosse dell’amministrazione comunale per il centenario della prima rappresentazione della Turandot, capolavoro di Giacomo Puccini. Un progetto che celebra non solo una delle opere più iconiche del repertorio lirico, ma anche il profondo legame tra il territorio viggiutese e Renato Simoni, autore del libretto, che proprio a Viggiù trovò ispirazione e suggestioni fondamentali per la costruzione dell’immaginario dell’opera.
Concerti e giornata celebrativa
Per una settimana Viggiù ospita “Turandot 100”, una rassegna di eventi culturali, musicali e divulgativi dedicati all’anniversario. Domenica 19 aprile alle 17.30 a Villa Borromeo è in programma un concerto del quartetto di violoncelli Croma. Venerdì 24 alle 21 nella stessa sede si esibirà invece il quartetto di clarinetti Cece. Entrambe le date sono ad ingresso libero. Per sabato 25 aprile è invece in programma una ricca giornata celebrativa diffusa. Si inizierà alle 11 con il saluto delle autorità e l’inaugurazione dell’annullo filatelico realizzato in collaborazione con Poste Italiane. Seguiranno l’apertura dell’infopoint dedicato al progetto Simoni/Turandot, la presentazione di un’opera di Fabrizio Vendramin e una serie di performance artistiche diffuse negli spazi di Villa Borromeo, realizzate in collaborazione con realtà musicali e culturali del territorio. Il programma proseguirà nel pomeriggio con l’apertura dei Musei Civici Viggiutesi e della mostra “Trame sfilate” dell’artista Adelia De Padova, oltre a un’escursione guidata in otto tappe, “Il Cammino di Turandot”, sulle tracce di Renato Simoni a Viggiù. Sono inoltre previsti un laboratorio creativo per bambini, momenti di intrattenimento a tema storico e una performance musicale conclusiva nel tardo pomeriggio. Programma completo a questo link.
Il progetto
Turandot 100 non è solo una rassegna celebrativa, ma l’avvio di un più ampio progetto culturale. In questa prospettiva si inserisce una mostra dedicata a Renato Simoni e al suo legame con Viggiù, prevista per il mese di giugno, che approfondirà ulteriormente il ruolo del territorio nella genesi dell’opera. Parallelamente sono in fase di sviluppo collaborazioni con scuole, enti culturali e istituzioni, con l’obiettivo di costruire percorsi educativi e progettualità condivise capaci di coinvolgere attivamente il territorio e le nuove generazioni. «Viggiù rappresenta da sempre un punto di riferimento nel panorama culturale, con una storia che ha saputo esprimere valore e identità ben oltre i confini locali, fino a una dimensione nazionale e internazionale – commenta il sindaco Emanuela Quintiglio – la tradizione degli scalpellini e della lavorazione della pietra ne è una testimonianza concreta, così come la presenza di figure centrali della cultura italiana, da Renato Simoni a Filippo Tommaso Marinetti, che hanno scelto Viggiù come luogo in cui vivere, lavorare e sviluppare le proprie opere. Iniziative come Turandot 100 non sono solo momenti celebrativi, ma strumenti fondamentali di politica culturale, capaci di generare sviluppo, attrattività e nuove opportunità per il territorio».
Cent’anni fa la Turandot: a Viggiù nasceva il libretto. Mostra per Simoni e Puccini
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