Vittime e superstiti del Vajont ora hanno un monumento per ricordarli a Legnano

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LEGNANO – La diga del Vajont, con il suo carico di illusioni e di morte, di celebrazioni internazionali per l’ardito progetto di un’Italia in piena rinascita ma anche concausa di uno dei più gravi disastri civili dell’umanità. Legnano la ricorda con un monumento inaugurato ieri, sabato 11 maggio, in piazza Vittorio Veneto (nella foto) per rendere memoria alle vittime ma anche ai sopravvissuti, a chi fu travolto da un’ondata di acqua e fango alta come una montagna e a chi scampò per miracolo, aggrappandosi ai brandelli di famiglia casa territorio vita che l’onda venuta giù dalle Alpi risparmiò. Terribile destino di un progetto ambizioso che si rivelò ardito e rischiosissimo, fino alla catastrofe.

Calini: «La solidarietà non ha distanza»

Il monumento si intitola “L’abbraccio dei legnanesi alla gente del Vajont” ed è un’idea di Giuseppe Calini, che ne ha anche portato avanti l’iter fino alla realizzazione.

«Sembrava impossibile e invece eccolo lì – ha osservato Calini – Dopo le serate con Micaela, il film documentario, la maglia dell’Ac Legnano, la pedalata da Legnano a Longarone, a sigillo di un sodalizio vero, nato dal cuore e portato avanti con vera solidarietà, ecco questo bellissimo monumento, dono dei legnanesi alla gente del Vajont. Dai loro paesi lontani, Erto, Casso e Longarone, sono venuti alcuni sopravvissuti e superstiti. La solidarietà non ha distanza e Legnano, con questo gesto, sarà ancora migliore».

Radice: «Mai far prevalere il profitto sull’ambiente»

«Ce l’abbiamo fatta – ha commentato il sindaco Lorenzo Radice, presente all’inaugurazione in rappresentanza dell’amministrazione comunale, invitata all’evento – a realizzare il desiderio e il dono di Giuseppe Calini e tanti altri cittadini a Legnano, per ricordare e ricordarci la necessità di non far prevalere mai il profitto sul nostro ambiente. Un dono per ricordarci che Legnano ha sempre accolto ed è sempre stata vicino a chi più ha avuto bisogno. Un dono per ricordarci che le imprese più belle richiedono tempo, pazienza, dedizione e collaborazione. Per questo dico grazie a chi ha voluto questo monumento, ma anche ai sindaci passati che hanno iniziato il percorso di amicizia tra la nostra città e Longarone, Erto e Casso».

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