“Cara de Vuelta”, De Andres: “Distanza dai corridori per telecronache più libere”

Vuelta caradevuelta telecronista deAndres
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SIVIGLIA (SPA) La seconda giornata di riposo, che la Vuelta trascorre lungo le rive del Guadalquivir,  è l’occasione per conoscere meglio Carlos de Andres. Sessantuno anni il prossimo 21 settembre è il miglior telecronista di ciclismo, almeno tra Italia e Spagna. Non solo per la voce con quelle “s” finali che marca e ti fanno capire dove sei. Preciso, tranquillo, moderato, ascolti le sue telecronache e ti sembra di essere con lui a casa, in salotto, mentre ti racconta la corsa. Non trasforma mai la cronaca in qualcosa per coltivare il proprio ego. Magistrale. Con Perico Delgado forma, a Rtve, una coppia molto affiatata.

Carlos, quante edizioni della Vuelta hai commentato?

“ Questa è la 39, spero di arrivare l’anno prossimo alla 40 e finire perché penso sia arrivato il momento di fare qualche altra cosa. Ho bisogno di andare con le figlie, con mia nipote e voglio fare anche qualche viaggio in giro per il mondo. Penso che sia sufficiente”.

Un posto che ti piacerebbe visitare e che non hai ancora visto? 

“In ‘ottobre andrò in Indonesia che non lo conosco, ho fatto la Patagonia e voglio fare il nord del Cile per andare al Fitz Roy. Anche l’Africa, che non lo conosco”.

Carlos, la Vuelta più bella che ti ricordi? 

“A questa domanda è sempre difficile rispondere. Penso a qualche  Vuelta tra le prime 10-12 che ho fatto. Ero sulla moto. Ho ricordi bellissimi di quel periodo perché è quello tempo in cui si apprende molte cose, ti accorgi che stai migliorando come professionista, conosci più il ciclismo. Tutto il mio inizio di carriera come giornalista lo ricordo con molta piacere”.

C’è un momento particolare che tu conservi con più amore, nel tuo cuore?

“Si, ed è è un momento difficile ma che è molto unito a me. È quando è morto Pedro (Gonzalez, telecronista, ndr), il mio consigliere, la persona che mi ha aiutato tanto. Sempre ricordo il 1 gennaio del 2000 quando mi hanno chiamato per dirmi che era morto. Pochi giorni dopo mi hanno detto che dovevo prendere il suo posto. E’ stata una situazione molto difficile perché ho perso un amico ma trovavo quello che io volevo”.

I giornalisti devono essere imparziali però hanno un’anima e un cuore, qual è il corridore a cui tu sei più affezionato? 

“In moto ero molto vicino ai corridori e loro così pensavano che fossi uno come loro, del gruppo. In fondo come loro prendevo freddo, caldo, pioggia… Ma da quando sono commentatore ho cominciato a prendere un po’ di distanza dai corridori. In questo modo credo che sia molto meglio perché parli con più libertà. Però per rispondere alla tua domanda ti dico che uno dei corridori che io ricordo più volentieri è Laurent Jalabert”.

Uno dei corridori che io ricordo più volentieri è Laurent Jalabert

Secondo me tu sei il miglior telecronista di ciclismo.

 “No, no, sicuro di no. Se io pensassi di essere il migliore avrei un grosso problema. Penso di fare bene il mio lavoro e di avere fatto errori come tutti ma globalmente sono molto soddisfatto di quello che ho fatto. Quando a 23 anni ero venuto la prima volta alla Vuelta non potevo immaginare di fare tantissime cose e questo mi fa essere orgoglioso di quello che ho fatto, ma non credo che sia importante. Penso che l’ho fatto bene e per me è sufficiente”.

Nome secco, chi vince questa Vuelta? 

“Credo che Enric, credo che Enric, e non lo aspettavo. Non se lo aspettava nessuna persona perché quello che è successo a Pogacar è brutto. Però non credevo che Mas avesse questa fiducia, questa forza per attaccare da lontano. Non lo ha mai fatto. Per questo penso che Mas possa vincere”.

Non ha mai avuto così fiducia in sé stesso e non ha mai attaccato da così lontano: per questo credo che vincerà Mas

La tappa di domani: Brennan da battere

La corsa spagnola riprende domani con la tappa 16: Cortegana-Palos de la Frontera. Frazione facilissima, 180 e neanche un gpm. Vedremo se i corridori troveranno modo di mettere mano e deturpare anche  questa frazione. Difficile battere Brennan. In classifica guida Mas con 2’06” su Gall e 2’10” su Roglic. Ci sarà il tempo per andare a vedere la copia delle tre caravelle.

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