“Sono qui per vincere la Vuelta. È un obiettivo realistico. Ci sono diverse tappe che possono essere decisive, ma fondamentale è partire forte”. Jonas Vingegaard, il grande favorito della corsa spagnola non si nasconde. Del resto il danese, secondo al tour de France, è il grande favorito per la conquista della maglia rossa della corsa che prende il via sabato 23 da Venaria Reale per concludersi domenica 14 settembre a Madrid. Pensare che cinque anni fa, al suo deButto nella corsa spagnola, il danese chiuse a quasi due opre dal vincitore, Primoz Roglic. Tre anni dopo, nel 2023, Vingegard dopo avere vinto il Tour de France chiuse al secondo posto dietro al suo compagno Sepp Kuss, ormai sparito dagli ordini d’arrivo, e davanti a Primoz Roglic. Una clamorosa tripletta Visma, ma ora i tempi sono cambiati.
Uae, che coppia
A fare cambiare l’andamento delle cose la Uae, che qui non può contare sulla star Tadej Pogacar ma che sfoggia un duo che potrebbe fare meraviglie: Joao Almeida e Juan Ayuso.
Ayuso, spagnolo di Javea, si gioca molto in questa corsa anche se la sua partecipazione è stata in forte dubbio fino a poche settimane fa. Se qui ci fosse stato Pogacar, come da programmi del team, lui sarebbe da un’altra parte. “Il ritiro dal Giro (durante la 18a tappa, ndr) è per me una motivazione extra per fare bene anche se sono al via della Vuelta senza una preparazione specifica. Ho solo due giorni di corsa nelle gambe, San Sebastian e Getxo. È anche la primo volta che corro due grandi giri, quindi le sensazioni sono differenti. Vedremo strada facendo. Se potrò puntare alla classifica bene, altrimenti ni dedicherò ad aiutare Almeida. Le tappe chiave per capire come sto davvero saranno sui Pirenei, tra Andorra e Cerler”. Anche per lui il favorito è Vingegaard: “Ha vinto due Tour ed è il più forte al mondo, dopo Pogacar. Avrà lui sulle spalle il peso della corsa”. La sua Vuelta è già anche in ottica Mondiale: “Pensavo di fare la crono, ma ho cambiato idea. Soprattutto se farò classifica arriverò stanco per la crono”. Da segnalare che Ayuso non è d’accordo con quanto ci ha raccontato Manolo Saiz su come vincere la Vuelta, ovvero che la si vince nella prima settimana e poi bisogna non perderla nelle altre due. “La prima settimana è la più facile, l’ultima è durissima con gli arrivi a La Farrapona, Angliru e Bola del Mundo”.
Forza Antonio
La chiusura è con Antonio Tiberi, una delle nostre carte per puntare in alto: “Lo scorso anno sono stato molto sfortunato (ritirato durante la 9a tappa, ndr). Stavolta spero che le cose girino diversamente. Io sto bene, sono pronto alla sfida”.
