Logistica a Malpensa, Unicomal: «La Zls accelera la distruzione del territorio»

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MALPENSA – «Noi ci poniamo in modo critico e siamo contrari a soluzioni come Zes e Zls che portano all’accelerazione della distruzione territoriale». Anche Unicomal interviene sulla possibilità di realizzare una Zona logistica semplificata attorno a Malpensaproposta avanzata dal presidente di Confindustria Varese, Luigi Galdabini, durante l’ultima assemblea generale all’interno dello Stabilimento Leonardo Aeronautica di Venegono Superiore. E poi rilanciata da Stefano Bellariaex sindaco di Somma Lombardo e attuale consigliere provinciale del Partito Democratico.

Lo sviluppo della logistica

Le Zls, dice Unicomal, «sono aree geografiche delimitate il cui scopo è favorire attività logistico produttive attraverso semplificazione di procedure, agevolazioni fiscali e vantaggi doganali». E aggiunge: «Queste scelte di attrarre investimenti nell’intorno aeroportuale di Malpensa ha la diretta conseguenza di fare precipitare una situazione già grave da un punto di vista ambientale, sanitario, abitativo e produttivo, ponendo le condizioni per un ulteriore consumo di suolo in una delle zone più delicate della pianura padana, poiché inserita nel Parco Naturale della Valle del Ticino».
Inoltre, dicono, «il luogo dove si è tenuta questa assemblea è sintomatico sia della volontà di trasformare l’industria militare nel settore trainante dell’economia della nostra provincia sia della possibile vocazione dual use (impiego sia civile che militare) di molte produzioni industriali e quindi anche di futuri poli logistici, con tutti i rischi che ciò comporta per il nostro territorio, che potrebbe diventare uno degli obiettivi strategici prioritari in caso di crisi».

Gli esempi sul territorio

Fra gli esempi, Unicomal cita il progetto del polo logistico di Tornavento (Campagnone) di 20 ettari, «inserito in una zona di alta sensibilità paesaggistica, inquadrato nella zona C1 del Ptc (piano territoriale di coordinamento)». L’affondo: «Quest’area a vocazione agricola scomparirà per essere cementificata con un aumento di traffico di mezzi pesanti su delle arterie già trafficate in cambio di un livello occupazionale basso e di scarsa qualità. Ne vale la pena?». Oppure Casorate Sempione, che «ha già perso in un solo anno 19 ettari (equivalente di 266 campi di calcio) di terreno vergine per la costruzione della ferrovia Gallarate-Malpensa». Mentre, «tra il 2006 e il 2024 otto comuni dell’area Malpensa hanno consumato 198 ettari di suolo trasformandoli in strade, parcheggi e aree produttive». E poi: «Ma il primato della cementificazione appartiene al Comune di Gallarate con il 54,55% della sua superficie, seguito da Ferno. E potremmo andare avanti ancora a lungo a riportare i dati di una distruzione ambientale che è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere (consultate il rapporto Ispra)».

Sviluppo e sostenibilità

Concludono: «Sviluppo e sostenibilità non sono due facce della stessa medaglia soprattutto quando sviluppo equivale al profitto di pochi che non rispettano l’ambiente, la salute e il lavoro di molti. Attualmente sono depositati in parlamento alcuni progetti di legge contro il consumo di suolo. Speriamo che qualcuno se ne faccia carico perché le leggi regionali non hanno avuto grande efficacia a giudicare dai risultati ottenuti».

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