2025, l’ottimismo della volontà. Nonostante tutto

auguri nuovo anno

Ci lasciamo alle spalle un altro anno carico di inquietudine per quanto accaduto a ogni livello. Non abbiamo intenzione di fare l’elenco di sciagure, guerre, avvenimenti, crisi economiche e occupazionali, mutazioni climatiche, delitti e comportamenti inaccettabili che hanno segnato il 2024: li conosciamo tutti, perlomeno per sentito dire nonostante il diffuso disinteresse, ma dovremmo scrivere menefreghismo, che riserviamo ai fatti, anche a quelli più eclatanti e dolorosi. 

Siamo subissati da notizie che, ad ogni ora del giorno, ci riempiono di negatività; forse anche per questo motivo le respingiamo, difendendoci con una vera o voluta indifferenza. Il problema è che ci abbiamo fatto l’abitudine e, questa, è forse una delle peggiori condizioni che ci potevano capitare. Stiamo rischiando di diventare insensibili a ogni tipo di notizia. A meno che siano notizie che non ci costringano a pensare e, quindi, a riflettere, che evitino di scuoterci l’animo e la nostra (apparente) tranquillità. Il saggista Umberto Galimberti, parlando della sensibilità che si è abbassata e dell’incapacità di indignarci di fronte a certe crudeltà, cita il filosofo Heidegger, il quale afferma: “A questo punto il terribile è già accaduto”.

Nel turbinio di informazioni che ci assediano (gli esperti la definiscono infodemia) i punti di riferimento della società, ad esempio i politici, non ci aiutano a liberarci da una simile, pericolosa situazione: sono i primi a derogare dal lecito per sconfinare, spesso, nell’illecito, trasformando gli eccessi in normalità. I messaggi di questi modelli comportamentali sono inequivocabili quanto efficaci: vanno a segno. Tant’è vero che ci si schiera senza una preventiva analisi anche con coloro i quali inseguono disvalori sino a ieri ritenuti improponibili. 

Risultato: diamo credito a chiunque, persino a personaggi privi di scrupoli e di etica, però abili nel manipolarci. E a farci credere che con l’arroganza, la presunzione e la cattiveria si può camminare spediti in spregio alle regole. Succede al vertice degli Stati come nei centri di potere delle città e dei paesi. Spesso con la spinta della stupidità. 

Non facciamoci troppe illusioni: difficilmente qualcosa cambierà nel 2025. A meno che, con uno sforzo prima personale e poi collettivo, diventi possibile liberarci dal torpore anestetizzante della “nuova” società. Ci crediamo? Peggio sarebbe piegarci al pessimismo. Quello della ragione in opposizione all’ottimismo della volontà. Ecco, il nostro augurio per il nuovo anno sta tutto nel famoso aforisma di Antonio Gramsci: la volontà di migliorarci e di migliorare il contesto in cui viviamo. Una pre-condizione, la volontà, per riscoprirci finalmente ottimisti.

auguri nuovo anno – MALPENSA24
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