BUSTO ARSIZIO – Partono le richieste di restituzione di tre anni di indennità di turno ad una cinquantina di educatrici dei nidi e delle materne comunali: somme – tra i duemila e i tremila euro circa a seconda dei casi – che una sentenza d’Appello del 2019 ha riconosciuto come “non dovute”. Il rammarico del sindacato ADL: «O si paga o si resiste. Sono cifre importanti di questi tempi, ma erano somme percepite in buona fede». Ma l’assessore al personale Mario Cislaghi apre ad una soluzione condivisa: «Massima disponibilità a discutere con le educatrici».
Il caso
Il caso delle indennità di turno delle educatrici risale al 2016, quando il Comune di Busto Arsizio smette di versare la somma “extra” di circa 100 euro al mese alle lavoratrici. Una decisione che allora fu duramente contestata, portando ad un’azione legale per il ripristino delle indennità che però vide le educatrici, spalleggiate dalle sigle ADL, CGIL e CUB, soccombere in Appello. Ora palazzo Gilardoni ha fatto partire nei confronti delle educatrici la procedura di messa in mora per la restituzione di tre anni di indennità di turno – dal 2013 al 2016 – e non dal 2006 come si ipotizzava. Una cinquantina almeno le persone coinvolte, alcune delle quali già in pensione. Tra i duemila e i tremila euro le somme da rifondere.
La vertenza
«La vertenza di allora non ha nulla a che vedere con la richiesta di restituzione, anzi probabilmente ha contribuito ad allungare i tempi di prescrizione» chiarisce Fausto Sartorato, dirigente provinciale di ADL, riferendosi alle due cause pilota, a costo zero per le lavoratrici, che furono promosse (insieme a mobilitazioni eclatanti, come quella al concerto di Natale del 2016) per opporsi allo “stop” alle indennità deciso da palazzo Gilardoni. «C’era un accordo firmato che prevedeva l’indennità e che dimostra la totale buona fede delle educatrici. E non si capisce come mai debbano pagare solo i lavoratori e mai i loro “capi” – attacca Sartorato – alle lavoratrici abbiamo suggerito di chiedere il rendiconto esatto ad personam del dovuto, ma non ci sentiamo di invitarle a fare causa. Anche se personalmente credo ci siano spazi di difesa. Spero solo che non parta il “terrorismo psicologico” per pagare e non far partire le cause».
Il vertice in Comune
Stamattina, 22 febbraio, si è tenuta una riunione delle RSU per affrontare l’argomento, e domani, 23 febbraio, è in programma un incontro tra le educatrici e una delegazione dell’amministrazione comunale, dove è annunciata la presenza degli assessori Mario Cislaghi e Daniela Cerana. «Strano che non siano stati invitati i rappresentanti sindacali» la frecciatina di Sartorato. Ma il delegato al personale della giunta Antonelli, Mario Cislaghi, fa sapere che «da parte dell’amministrazione c’è la massima disponibilità ad individuare una soluzione ad un problema che ci siamo trovati, e che va risolto».
