Da Città metropolitana di Milano 100 milioni per i trasporti e 40 per le scuole

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MILANO – Riflettori accesi, nel consiglio metropolitano di Milano di ieri, lunedì 12 giugno, sul rendiconto 2022. Il consigliere delegato al bilancio e patrimonio, Dario Veneroni, ha illustrato all’assise i numeri dell’ente di area vasta a dimostrazione dei risultati della gestione; il documento è poi stato sottoposto al parere dei Comuni durante la conferenza metropolitana di oggi, martedì 13, e quindi deliberato definitivamente dal consiglio metropolitano.

Rendiconto approvato dal consiglio

Per quanto riguarda il conto del bilancio, si registra un risultato di amministrazione pari a 668,6 milioni di euro, suddivisi in fondi accantonati (306,1 milioni di euro), vincolati (262,8), destinati agli investimenti (65,3) e disponibili (34,6 milioni). Le entrate tributarie ammontano a 210,3 milioni di euro, quelle extratributarie a 112,5 milioni.

In termini di spesa, quella corrente si attesta su 338,2 milioni, di cui 110,2 milioni a titolo di rimborso allo Stato per il concorso alla finanza pubblica, corrispondenti al 52,4% delle entrate tributarie. Le spese in conto capitale ammontano a 166,3 milioni: le più rilevanti sono quelle relative ai trasporti e diritto alla mobilità per il 60,8% (pari in cifra assoluta a 101,1 milioni di euro) e all’edilizia scolastica per il 24,9% (41,4 milioni).

Nel 2022 si conferma la progressiva riduzione del debito; dal 2011 non è stato contratto nuovo debito né è prevista l’assunzione di mutui o prestiti nel prossimo triennio. A seguito della restituzione delle quote capitale si prevede, quindi, di ridurre ulteriormente lo stock a 422,8 milioni di euro nel 2025. «Approvando oggi il consuntivo – ha precisato Veneroni – potremo, nel giro di un mese, arrivare all’approvazione del bilancio previsionale».

Via libera anche al piano strategico

Sempre oggi è stato approvato il piano strategico della Città metropolitana per il triennio 2022-2024- Orizzonte 2026. Il documento, adottato a marzo, è stato deliberato in via definitiva dopo il passaggio con i Comuni della conferenza metropolitana. Sostenibilità, connettività, prossimità, inclusione e attrattività sono i 5 pilastri del piano strategico triennale, documento previsto dallo statuto dell’ente, giunto alla sua 3.a edizione. Pur essendo in continuità con i piani precedenti, il documento 2022-2024 propone uno sguardo nuovo, frutto del nuovo contesto socio-economico che si è creato dopo la pandemia, e basato su una rinnovata visione del territorio e su una co-partecipazione degli attori che lo vivono.

Il nuovo piano strategico triennale si declina sulle 6 missioni già previste dal Pnrr: digitalizzazione e innovazione; transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

Individuati 10 filoni di lavoro prioritari

Tanti gli obiettivi prefissati, che l’ente di area vasta punta a raggiungere sia attraverso la propria attività, sia coinvolgendo Comuni e corpi intermedi e che ha voluto organizzare in una sorta di agenda strategica, a sua volta organizzata in 10 filoni di lavoro prioritari, che selezionano e combinano gli obiettivi strategici, innestandoli su piani e progetti in movimento o di nuova generazione: dal campus metropolitano smart, per lo sviluppo di servizi digitali innovativi nei Comuni dell’area metropolitana, alle politiche verdi e blu, per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, passando per la Sustainability, intesa come promozione della transizione digitale e dello sviluppo sostenibile. E ancora il metabolismo circolare metropolitano, per il governo della filiera dei rifiuti e la gestione integrata del ciclo delle acque, il diritto alla mobilità, per un territorio interconnesso e multimediale, e il governo degli spazi della produzione e della logistica.

Le scuole di proprietà della Città metropolitana, quindi le secondarie di secondo grado, diventano “avamposti di comunità” per favorire l’inclusione sociale attraverso la riqualificazione degli edifici e la loro apertura alla comunità. Il lavoro, inteso come promozione dei servizi all’occupazione e della formazione, è un filone chiave. Completano il quadro la rigenerazione urbana, con il recupero di edifici e spazi degradati, e il Sistema salute territorio, per favorire l’integrazione tra i servizi sanitari di prossimità e i servizi sociali

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