Trasporti, aumento tariffe: ira utenti. Il PD: «Da Fontana un’offesa ai pendolari»

MILANO – Aumento tariffe trasporto pubblico: l’ira dei pendolari, che da anni lamentano servizi quanto meno scadenti. E le critiche del Partito Democratico alla giunta guidata dal presidente Attilio Fontana.

Offesa ai pendolari

«Con questo aumento la giunta Fontana offende i pendolari e mostra chiaramente il suo disinteresse per il trasporto pubblico che dovrebbe invece essere una risorsa fondamentale per la transizione ecologica e per la riduzione dell’inquinamento delle nostre città. In due anni biglietti e abbonamenti aumentano dell’8%, perché è il secondo anno che viene deciso un aumento del 4%, senza che vi sia stato alcun miglioramento del servizio reso, anzi, i disagi dei pendolari negli ultimi anni sono addirittura aumentati, come testimoniano le 160 linee a bonus del 2022 e l’aumento spropositato delle penali dovute da Trenord per i disservizi».

Lo dichiarano il capogruppo Pd in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino e il consigliere regionale del PD Samuele Astuti, all’indomani dell’approvazione della delibera della giunta Fontana che definisce l’aumento di biglietti e abbonamenti del trasporto ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale del 4,01 e del 4,81%, a partire dal primo di settembre.

Solo il primo amaro assaggio

«E questo è solo l’assaggio di ciò che Fontana e l’assessore Lucente prevedono di fare in questa legislatura, soprattutto dopo che avranno rinnovato senza gara il contratto a Trenord fino al 2033. È sbagliato aumentare le tariffe, soprattutto pensando alle difficoltà delle famiglie, già vessate dalla corsa dell’inflazione», chiosano Astuti e Majorino.

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