COCQUIO TREVISAGO – Sessanta euro di benzina finita nell’auto personale anziché nei decespugliatori usati per fare manutenzione. E così per un dipendente del Comune di Cocquio Trevisago è scattata l’accusa di peculato, contestata all’uomo in un processo in corso in tribunale a Varese.
Consumi anomali
Il fatto risale all’agosto del 2022, periodo in cui in Comune erano emersi dei consumi anomali del carburante destinato ai decespugliatori. Le taniche per riempire i serbatoi risultavano continuamente vuote, e alla fine si scoprì che un dipendente aveva utilizzato la card del Comune in suo possesso, dedicata ai rifornimenti, per mettere il carburante nella propria auto.
Il contratto di lavoro
Circostanze che l’odierno imputato non ha negato – ammettendo di aver avuto un momento di debolezza – ma che in vista del verdetto in aula potrebbero assumere un altro significato sotto il profilo giuridico. L’avvocato Fabio Fiore, legale dell’uomo, ha chiesto al gup l’acquisizione del contratto di lavoro del suo assistito, al fine di valutare se all’epoca dei fatti il dipendente comunale, con la sua qualifica, fosse a tutti gli effetti un “incaricato di pubblico servizio”, requisito necessario per quanto riguarda l’accusa di peculato.
Il verdetto
Per l’atto finale del procedimento, però, bisognerà attendere il prossimo maggio. L’imputato è stato ammesso al rito abbreviato. Il Comune di Cocquio non si è costituito parte civile.
