Rarità librarie della Capitolare di Busto al “Torno” di Castano per l’anno manzoniano

castanoprimo istituto torno manzoni

CASTANO PRIMO – Due vere e proprie chicche librarie: le edizioni “ventisettana” (in tre volumi) e “quarantana” dei Promessi Sposi, quelle uscite dalla penna del Manzoni prima e dopo aver «sciacquato i panni in Arno». Le ha portate in visione, in via del tutto eccezionale, dalla Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio il direttore Salvatore Bollini Marcora all’istituto superiore “Giuseppe Torno” di Castano Primo. La presentazione agli studenti è avvenuta questa mattina, lunedì 18 dicembre, nell’aula magna dell’istituto (nella foto).

Da alcuni anni il “Torno” collabora con la Biblioteca Capitolare di Busto alla realizzazione del progetto “Leggere il passato per scrivere il futuro” promosso e coordinato dalla professoressa Laura Fusaro, con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare parte del patrimonio archivistico conservato e, al tempo stesso, ampliarne la fruibilità del pubblico.

Tanti aneddoti sulle prime edizioni dei Promessi Sposi

Le rare “ottocentine” (qui sopra) sono state mostrate agli studenti mentre l’anno manzoniano volge al termine, a conclusione delle attività che ogni singola classe ha svolto per celebrare il 150° anniversario dalla scomparsa dello scrittore. Bollini Marcora, esperto di finanze e investimenti ma appassionato conservatore della Capitolare, ha esordito presentando il capolavoro manzoniano da una prospettiva inconsueta: descrivendolo cioè anzitutto come un romanzo che ha molto a che fare con l’economia, sia per alcune delle vicende narrate – prima fra tutte l’assalto ai forni di Milano causato dal forte aumento dei prezzi del pane che aveva ridotto alla fame la popolazione – sia per la scelta dell’autore di pubblicare in proprio l’edizione definitiva del romanzo, così da evitare ristampe abusive che avevano preso di mira la sua opera fin dalla prima uscita nel 1827.

Molte le curiosità svelate: dal tipo differente di carta impiegata per le due edizioni alle effettive date di stampa dei tre volumi che ci ostiniamo a titolare Ventisettana (i primi due vennero pubblicati, in realtà, nel 1924 e nel 1925), dalla tiratura della Quarantana (10.000 copie) alla decisione di smaltire le copie rimaste invendute (più della metà, a causa del costo elevato) destinandole in omaggio agli alunni delle scuole elementari di Milano, fino al rapporto di stretta collaborazione intessuto da Alessandro Manzoni con Francesco Gonin, giovane e promettente pittore torinese al quale, a partire dal 1839, lo scrittore affidò l’incarico di illustrare molte delle scene del romanzo.

Vicenda editoriale che è essa stessa un romanzo

Fusaro, docente di italiano e storia dell’istituto, ha riassunto per sommi capi la complessa storia redazionale dei Promessi Sposi, a partire dalla “prima minuta” ancora priva di titolo, e l’accurata opera di revisione linguistica effettuata dal Manzoni sulla prima edizione, nel tentativo di trovare una lingua nuova, «viva e vera» come lui stesso ebbe a definirla, ossia capace di stabilire una buona comunicazione tra autore e lettori.

L’incontro si è svolto in un’aula magna gremita di alunni di classi diverse e di diversi indirizzi che, al termine della relazione, hanno avuto il privilegio di osservare da vicino i preziosi volumi, sfogliandone le pagine e fotografandone alcuni particolari.

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