GALLARATE – Annunciata lo scorso 20 gennaio in occasione del resoconto annuale dell’attività della polizia locale, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani ha firmato l’ordinanza che limita il consumo di alcolici nella zona della stazione di Gallarate. Si tratta dell’ennesimo primo provvedimento attuato dall’amministrazione comunale per limitare il degrado dell’area (foto di repertorio).
Multe fino a 5mila euro
Il provvedimento sarà in vigore dal giovedì 1 febbraio e avrà validità per un mese. Sarà vietata ai titolari o gestori di attività commerciali, di attività artigianali (quali pizzerie da asporto, kebabberie ed attività analoghe) e di pubblici esercizi insediati nell’area della stazione ferroviaria di Gallarate (piazza Giovanni XXIII, via Cesare Beccaria, via Alberico Albricci, via Luigi Borghi nel tratto compreso tra Piazza Giovanni XXIII e via XXV Aprile, via Bernardino Ferni, via Sciarè e i portici di collegamento tra le vie Cavour e Borghi), la somministrazione e vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle 18 di sera alle 6 del mattino.
L’ordinanza inoltre vieta a chiunque, nella stessa fascia oraria e nella medesima area, il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione. Chiunque trasgredisce, è soggetto al pagamento di una somma da 500 ad 5.000 euro a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria.
L’ordinanza
Sono numerose le persone, anche senza fissa dimora, che si ritrovano in orari serali e notturni nell’area della stazione ferroviaria di Gallarate. «Tali persone, dedite al consumo abituale di bevande alcoliche e superalcoliche, importunano i passanti generando percezione di insicurezza ed apprensione, anche a seguito di comportamenti contrari al decoro ed alla pubblica decenza, evidenziati anche con esposti dei residenti ed accertati dalla Polizia Locale e dalle Forze di Polizia, che ripetutamente sono intervenuti anche a seguito di richiesta da parte degli stessi cittadini», si legge nel documento firmato dal sindaco. E ancora: «Di particolare rilievo appare anche il fenomeno dell’abbandono, dopo l’uso, di contenitori di bottiglie in vetro, che, spesso, finiscono per essere rotti per varie cause e lasciati sparsi al suolo, arrecando un danno al decoro cittadino e costituendo un pericolo per i passanti, redendo inoltre difficoltoso le operazioni di pulizia da parte del gestore del servizio».
I plurimi interventi di controllo e presidio finora attuati dalle forze dell’ordine, sottolinea Cassani, non hanno consentito di rispondere adeguatamente all’esigenza di sicurezza richiesta dalla popolazione. Per questo motivo è stata rilevata «l’urgente necessità volta a superare la situazione di incuria, di degrado del territorio e dell’ambiente ed il pregiudizio alla vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti».
