LONATE POZZOLO – Da giovedì pomeriggio – 9 maggio – non si hanno notizie di Andrei. Uscito per andare a scuola, non ha fatto ritorno a casa sua a Sant’Antonino. E Lonate Pozzolo continua a stare col fiato sospeso, facendo girare la notizia e diffondendo le foto del giovane nella speranza di avere un riscontro. Ma c’è chi pensa che il sindaco Elena Carraro non stia facendo abbastanza. Anzi, di più: «Non abbiamo sentito una sola parola di sostegno o almeno di preoccupazione». Lo dice Nadia Rosa, capogruppo di Uniti e Liberi. «Non dà notizie di sé, lasciando nell’ansia la sua famiglia, i suoi compagni di scuola e gli amici».
Le responsabilità del sindaco
Sono passati quattro giorni dalla scomparsa di Andrei. Lonate – ma non solo, diversi i sindaci che hanno lanciato l’appello – non perde le speranze. Nel frattempo, sono arrivate le prime segnalazioni di avvistamento che però non hanno avuto riscontro. Ma in questa vicenda, secondo Rosa, i silenzi di Carraro sono troppo pesanti. L’affondo: «Il sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del Comune. Sono a suo carico diverse funzioni in qualità di autorità in materia di pubblica sicurezza e di igiene pubblica, oltre che di Protezione civile», ricorda. «Sono le responsabilità che ci si assume nel momento in cui ci si candida a ricoprire questa carica e si viene scelti dalla cittadinanza». Ma Carraro «si è distinta in questi dodici mesi nei selfie: con il cappello di babbo Natale, con la squadra di calcetto, con esponenti del suo partito, con vari esponenti delle diverse forze dell’ordine nelle loro divise e così via».
«In alto i calici, ma non per Lonate»
Insomma, non le risparmia nulla: «Essere sindaco non si riduce alla partecipazione alle feste e al fare rappresentanza alle varie cerimonie. Bisogna sempre essere pronti a intervenire in caso di necessità, perché il sindaco è la figura di riferimento in situazioni di emergenza e comunque ci si aspetterebbe che fosse in prima linea nel momento in cui la comunità si trova ad affrontare una situazione complicata». Proprio come nel caso di Andrei. A rincarare la dose, il fatto che sindaco e vicesindaco non fossero presenti in paese: «Mi è capitato di lasciare Lonate per qualche giorno durante il mio mandato ma sempre assicurandomi che il vice fosse presente per sostituirmi per ogni evenienza. Invece oggi non c’è nessuna autorità a disposizione in caso di necessità. E questo perché? Perché sindaca e vicesindaco hanno scelto di brindare entrambi insieme a Vicenza. In alto i calici, ma ancora una volta non per la nostra Lonate».
A rincarare la dose è Melissa Derisi, esponente di UeL e insegnante di Andrei: «Ora abbiamo la certezza che ad amministrarci ci sono dei pagliacci incompetenti. Vergogna. I lonatesi non vi pagano lo stipendio per fare selfie e per gozzovigliare, ma per lavorare per Lonate e i suoi cittadini».
L’appello
Resta vivo l’appello: chiunque veda Andrei, contatti immediatamente il 112. Ha 13 anni e quando si è allontanato da Lonate, indossava una felpa a due colori (sopra scura e rossa nella parte inferiore), scarpe sportive bianche e jeans scuri.
