VARESE – Il dito medio e le minacce per i carabinieri, incrociati per strada a Comerio, poi le testate e i pugni a una porta della caserma di Gavirate, e il tentativo di saltare addosso al comandante, che aveva fatto scattare la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti dell’uomo, un 53enne già noto alle forze dell’ordine.
Fatti che risalgono al maggio 2022 e che sono al centro di un processo in corso in tribunale a Varese, dove i carabinieri di Gavirate coinvolti in quella vicenda hanno testimoniato nella giornata di oggi, martedì 14 maggio.
Ubriaco in strada
«Stavamo ultimando un posto di controllo, quando abbiamo notato un uomo, dall’altra parte della strada, che si rivolgeva a noi facendo il dito medio – è il racconto di uno dei militari dell’Arma – Barcollava, ci siamo avvicinati per sincerarci delle sue condizioni. Aveva l’alito vinoso, sembrava alterato dall’alcol e diceva frasi come “non ho paura di voi, carabinieri di m… se un carabiniere si avvicina lo uccido”.
Il trasporto in ospedale e le scuse
È a quel punto che l’uomo fu accompagnato in caserma, dove la situazione degenerò, e dove scattò l’arresto, seguito dal trasporto in ospedale, dopo l’intervento del personale sanitario. Finita lì? Non del tutto. «Il giorno dopo è tornato in caserma – ha aggiunto un altro operante in udienza, parlando dell’imputato – Voleva offrirci una pizza per scusarsi».
