BUSTO ARSIZIO – Il PD di Busto ancora all’attacco. Sul caso della tardiva convocazione della commissione sul PUMS è Valentina Verga a ribattere al presidente dell’organismo consultivo Luca Folegani (Fratelli d’Italia): «Piano Urbano della Mobilità Sostenibile discusso solo nelle “segrete stanze” della maggioranza, mentre sul PGT c’è apertura al dialogo già sulle linee guida». Sull’audizione in commissione delle compagnie ferroviarie (RFI, FNM e Trenord) invece è il capogruppo Maurizio Maggioni a mettere in luce la «contraddizione» di una maggioranza che «pretende di difendere le vittime, i pendolari, e assolvere il “carnefice”, la governance che dipende da Regione Lombardia».
Verga contro Folegani
Parla di «tentativo maldestro di giustificare l’ingiustificabile» Valentina Verga, consigliera PD e autrice della richiesta di convocazione urgente della commissione lavori pubblici per parlare del PUMS. «Convocata il primo giorno utile dopo le elezioni perché è un tema su cui in maggioranza sono volati gli stracci e per poco non saltava parte della giunta e l’assessore di riferimento. E la prova provata è il fatto che la commissione sul PGT, documento che è molto più indietro rispetto al PUMS, è stata convocata ieri sera (15 maggio) per avviare un percorso condiviso di discussione delle linee guida». Per la consigliera Dem infatti «il PUMS ha fatto i passaggi partecipativi con la cittadinanza, è stato finanziato, eseguito e pagato ed è ad uno stadio avanzato di progettazione. È fin tardi per convocare una commissione che non sarebbe dovuta nemmeno essere sollecitata dalla minoranza». Verga ribadisce anche «l’interpretazione scorretta del regolamento sul funzionamento delle commissioni, che in caso di richiesta di urgenza andrebbero tenute, e non solo convocate, entro 10 giorni», tanto che si farà portatrice di una proposta di modifica, sottoscritta da tutti i gruppi di minoranza, per «eliminare l’arbitrio dei presidenti. Spero che sia votata all’unanimità».
La nota di Maggioni (PD)
Il centrodestra bustocco pretende di difendere le vittime, questa volta nelle vesti degli utenti del servizio ferroviario, e nello stesso tempo di assolvere il “carnefice”.
I Consiglieri comunali del centrodestra, dopo aver esordito che assicureranno sempre il loro voto e sostegno ai partiti della loro coalizione, hanno esposto tutte le critiche (giustificate e fondate) sugli incredibili disagi che soffrono gli utenti delle ferrovie lombarde, rivolgendole non ai responsabili politici regionali, veri e soli decisori, ma ai “vertici” delle varie e diversificate società di gestione, convocati sulla base di un documento di lamentele volutamente firmato su iniziativa di una sola parte politica e senza peraltro convocare per un’audizione anche i noti comitati dei pendolari.
Da parte nostra sosterremmo tutte le critiche esposte in questa sede comunale anche approvando insieme una linea di condotta che investa le Società di gestione coinvolte, quando si riesca a mettere ordine nell’intreccio delle competenze, e la Giunta Regionale, responsabile di una governance che tutte le parti politiche riconoscono quantomeno problematica.
Il centrodestra cittadino si limita a concludere, rivolgendosi ai tecnici, che “sarebbero necessari in futuro più stretti contatti operativi”. Dopo lampi e tuoni, il Comune di Busto si limita a ripetere qualche arcinota lamentela, che dichiara essere stata inutilmente già ribadita.
La conclusione è amara perché è evidente la contraddizione ma soprattutto perché il Comune mostra in questo modo la sua debolezza e l’inefficacia del suo ruolo.
Sui tutti i problemi, piccoli e più strutturali, che fanno delle inefficienze lombarde argomento quotidiano della stampa, è lecito aspettarsi da una città come Busto un livello di consapevolezza ed una capacità di intervento più adeguati.
Basti pensare che i gruppi della maggioranza che compattamente oggi firmano la richiesta di incontro con le Ferrovie, non hanno nemmeno citato l’iniziativa del loro Assessore, Mariani, che nel mese di gennaio ha incontrato il Comitato pendolari assicurando che si sarebbe mobilitato subito dopo presso le Ferrovie. Come è finito quell’incontro, certamente avvenuto? Quali ne sono stati gli esiti? Non sarebbe valsa la pena di averne una verifica?
Leggendo l’appello della maggioranza sembra che l’Assessore non abbia prodotto nulla, ma poiché nemmeno lo si cita, è verosimile che neanche si siano parlati tra di loro.
La conclusione non è confortante perché aggiunge alla responsabilità del “carnefice” un’evidente debolezza dei pretesi difensori delle vittime.
