MILANO – È stato interrogato per otto ore Vincenzo Novari, l’ex amministratore delegato della Fondazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano nell’ambito di un’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta relative agli appalti per i servizi digitali affidati tra il 2020 e il 2021. Il manager ha risposto alle domande e negato ogni addebito. Insieme a lui sono indagati anche l’imprenditore Luca Tomassini, l’ex dirigente della Fondazione Massimilano Zuco e le due società Vetrya e Quybit, che si sono aggiudicate appalti per circa 1,9 milioni di euro. L’inchiesta della Guardia di Finanza verte anche sulle assunzioni dei dipendenti nel comitato olimpico, per le quali l’ipotesi di reato sarebbe abuso d’ufficio.
Le ipotesi degli inquirenti
Secondo gli investigatori, partendo dalla testimonianza di un ex dipendente dell’ad, vi sarebbero stati dei favoritismi nella scelta delle oltre 300 persone da coinvolgere nella maxi operazione olimpiadi. Lo stesso sarebbe presumibilmente avvenuto nella scelta delle società a cui affidare i servizi.
